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via Salaria 195, angolo v.le Liegi, 00198 Roma

Il momento dei quadri scolastici è sempre un momento importante, custode di ansie, paure, preoccupazioni ed aspettative.
È un momento in cui si tirano le somme dell’annata trascorsa e ci si prepara ad affrontare l’estate e ad organizzare l’anno venturo.
È, poi, un momento particolarmente significativo per chi sperimenta l’insuccesso scolastico: la bocciatura è un evento importante e doloroso, tanto per l’adolescente quanto per i genitori.
Ad essa, infatti, si accompagnano sensazioni quali rabbia, delusione, vergogna, risentimento, senso di colpa e due domande: “com’è potuto accadere?” e “cosa faccio con mio figlio ora?”

Vediamo insieme come rispondere a queste domande, prendendo in esame le cause della bocciatura una ad una per poi capire che soluzioni adottare.

Andiamo per gradi.

Bocciatura: cos’è successo a scuola?

La scuola è un ambiente estremamente significativo nella vita dell’adolescente: è dove il ragazzo trascorre, o dovrebbe trascorrere, più della metà delle sue giornate, pertanto ha un impatto molto forte sulla sua vita.
Nello specifico, la scuola agisce da ente educativo e di aggregazione:

  • nella sua funzione educativa, compito principale della scuola è quello di fornire un indirizzo di base per lo sviluppo delle competenze cognitive dell’adolescente: la scelta dell’indirizzo scolastico è dunque di fondamentale importanza nel determinare il successo o insuccesso scolastico.
    Nel caso di un insuccesso scolastico, vi è la possibilità che l’indirizzo scelto non corrisponda alle reali inclinazioni di apprendimento dell’adolescente.
    Questo capita quando la scelta dell’indirizzo è stata viziata da elementi quali: aspettative o imposizioni familiari, bisogni di aggregazione (va dove vanno i suoi amici), mancato orientamento scolastico.
  • nella sua funzione aggregante, compito della scuola è quello di fornire un terreno fertile per lo sviluppo di competenze sociali ed emotive: talvolta, l’insuccesso scolastico può derivare da difficoltà di inserimento nel gruppo classe. Se ci sono difficoltà nella socializzazione con i compagni, problemi di esclusione, bullismo (e cyberbullismo), prese in giro e così via, la scuola può diventare un vero e proprio incubo, con il conseguente rigetto per tutto ciò che la riguarda.
    In questo caso la bocciatura è l’esito di processi sociali che hanno portato ad un collasso nell’autostima e nell’identità dell’adolescente.

Entrambe le funzioni sono ugualmente importanti e possono generare problemi e difficoltà a scuola. In tal senso è importante conoscere l’opinione degli insegnanti: cos’hanno potuto notare del comportamento di vostro figlio in aula? Il suo non applicarsi, a loro avviso, può avere origine da una difficoltà di inserimento nel gruppo classe o deriva da una mancata voglia di studiare?
Gli insegnanti sono una fonte importante per comprendere al meglio quali possono essere le cause della bocciatura.

Ma l’insuccesso scolastico può avere origine anche fra le mura di casa, vediamo come.

Insuccesso scolastico e famiglia: a casa tutto ok?

L’origine dell’insuccesso scolastico potrebbe risiedere fra le mura di casa ed essere una forma di comunicazione di sofferenza psicologica da parte dell’adolescente.
Se, ad esempio, il clima emotivo familiare è teso, con i genitori spesso in conflitto fra loro, è inevitabile che tale situazione influenzi il figlio e, di conseguenza, il suo andamento scolastico. In particolar modo quando i problemi della coppia genitoriale sono tali da occupare tutto lo spazio emotivo in famiglia, il figlio potrà sentirsi “invisibile”: uno dei modi per rendersi “visto” dai genitori è proprio quello di farsi bocciare.

Similmente, portando un altro esempio, nella situazione in cui lo stile genitoriale adottato sia di stampo fortemente autoritario, con delle forti richieste sul piano del risultato accompagnate ad una scarsa lettura delle necessità emotive del figlio, quest’ultimo, non avendo altri spazi a disposizione in cui essere riconosciuto nel proprio mondo interiore e soffrendo per questa condizione, rifiuta le richieste genitoriali attraverso l’insuccesso scolastico.

Ricordiamo sempre che l’adolescenza è una fase di transizione delicata in cui numerosi cambiamenti sono in atto: è una fase piena di domande, di tormento interiore e di nuove consapevolezze.
Per l’adolescente è dunque importante, anche se non lo mostra, che i genitori siano il suo porto sicuro in questa fase di passaggio dall’infanzia all’età adulta.
Se, ciò non avviene, le fratture interne al suo mondo possono riversarsi sull’insuccesso scolastico.

Ma la bocciatura può dipendere da un ultimo fattore: l’apprendimento.

Bocciatura, se fosse una questione di apprendimento?

Alcuni DSA non vengono riconosciuti oppure vengono sottaciuti e mascherati dall’adolescente stesso finché non si palesano con l’aumentare dell’intensità del carico di studio.
In tal caso l’insuccesso scolastico deriva da una difficoltà nell’apprendimento da parte dell’adolescente: è il caso della dislessia, della discalculia o della disgrafia.
Questi disturbi sono specifici e necessitano di una diagnosi accurata e corretta quanto prima al fine di programmare un percorso formativo specifico che tenga conto della difficoltà di apprendimento appurata.
Un disturbo specifico dell’apprendimento non significa che l’individuo in questione abbia una mancanza o sia meno intelligente degli altri, significa che c’è una specifica area dell’apprendimento che necessita di essere stimolata in una maniera non canonica.
La mancata diagnosi di DSA può avere effetti gravi sull’autostima dell’adolescente e sui suoi risultati scolastici, pensiamo, per esempio, ad un ragazzo che ha sempre fatto fatica a far di conto, che ha nascosto questa sua difficoltà e ha fatto sempre il doppio o il triplo della fatica degli altri per portare a termine i compiti di matematica, andando quasi sempre male nelle verifiche o imparando a copiare per passarle: arriva il momento in cui il carico di studio è troppo grande per sottacerle o mascherarle e il suo rendimento scolastico cala drasticamente. Non sapendo del suo DSA potrà credersi meno intelligente degli altri, meno brillante, con conseguenti ricadute sul suo senso di autostima.

Bocciatura: come comportarsi con il figlio?

L’insuccesso scolastico può generare tensioni familiari, rabbia, ansie, preoccupazioni e sensi di colpa, sia nei genitori che negli stessi figli.
In questi casi è bene tenere a mente che l’insorgere di queste emozioni è perfettamente legittimo: sono reazioni naturali che emergono in relazione ad un avvenimento spiacevole, e non potrebbe essere altrimenti.
Sarebbe problematico se ad una bocciatura si susseguissero emozioni positive e gioiose.
Ma allora quand’è che queste tensioni, ansie e sensi di colpa diventano un problema?
Nel momento in cui non sono gestiti in maniera corretta e vanno ad esacerbare ulteriormente conflitti e litigi in famiglia, rendendo lo stare insieme un processo quotidianamente doloroso.
La gestione di un evento come la bocciatura presuppone un equilibrio fra autorevolezza ed amorevolezza da parte dei genitori e di autocritica e fiducia nei propri mezzi da parte dell’adolescente.

Facile a dirsi, difficile a farsi, la soluzione a questo problema risiede nel creare uno spazio di dialogo all’interno della famiglia in cui discutere sull’avvenimento e far fronte a quanto accaduto: è attraverso questo processo che si può trasformare un errore in un’opportunità di riparazione.

È soltanto tramite un dialogo aperto, onesto e centrato che si possono adottare le soluzioni più consone: quali restrizioni applicare nella vita del figlio (se e quali libertà limitare o concedere), scegliere se cambiare indirizzo scolastico, optare per il biennio e così via.

Cosa fare quando il dialogo sull’insuccesso scolastico sembra impossibile?

Se alla bocciatura, come spesso capita, sono associati altri comportamenti a rischio ed una chiusura comunicativa con la famiglia, il sommarsi di questi segnali indica un’importante sofferenza a livello psicologico che andrebbe indagata quanto prima.
L'adolescente potrebbe star attraversando un momento critico molto forte che può causare gravi ripercussioni sul suo sviluppo se non si agisce tempestivamente.

È infatti di cruciale importanza prevenire il rischio in adolescenza affinché le difficoltà comportamentali, relazionali e comunicative trovino un significato e non si protraggano nel tempo: il cardine del mio lavoro come Psicologo dello Sviluppo è proprio quello di aiutare gli adolescenti a fornire un significato ai loro comportamenti ed al loro mondo emotivo, al fine di riappropriarsi delle risorse che possiedono e maturare nuovi strumenti per gestire in maniera funzionale le difficoltà di questa delicata fase di vita.

Nel mio studio di Psicologia a Roma Nord, in via Salaria 195, offro consulenze ed accolgo le difficoltà di chi sta affrontando un periodo delicato come quello derivante da un insuccesso scolastico. Per saperne di più, puoi usare il tasto "contatta" qui sotto.