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Segnali di disagio del bambino: come riconoscerli

Le manifestazioni di disagio in età evolutiva si esprimono in maniera differente secondo l'età e l'organizzazione del sistema familiare, privilegiando i canali comportamentali o somatici.

  • Durante l’età prescolare e la prima infanzia sono tipiche le lamentele somatiche: cefalea, emicranie, nausea, insonnia o incubi notturni, enuresi, eczemi, asma sono solo alcuni esempi di come il bambino può somatizzare il disagio psicologico.
    Non avendo altri mezzi a disposizione, come ad esempio un linguaggio elaborato o un’organizzazione comportamentale più raffinata, il principale veicolo che il piccolo ha per esprimersi è la lamentela somatica.
    Se questa è protratta per un arco di tempo consistente e non è riconducibile a specifiche cause mediche, è evidenza di uno stato psicologico sofferente.

  • Man mano che il bambino cresce dispone di mezzi più elaborati per esprimere uno stato di sofferenza psicologica; infatti, compaiono con più frequenza sintomi comportamentali.
    Potrebbero indicare una sofferenza psicologica segnali quali l’irritabilità, estrema timidezza e ritiro sociale, l’incomunicabilità, l’espressione triste, il pianto frequente, l'eccessiva remissività o accondiscendenza, la difficoltà di concentrazione, inappetenza.

  • Altri canali specifici attraverso cui il bambino esprime una sofferenza psicologica sono il gioco e il disegno: entrambi sono mondi rappresentativi, dove il bambino proietta le sue emozioni, dando libero sfogo alla sua fantasia e in cui, spesso, sono sottese trame affettive e relazionali.
    Giochi o disegni con qualità fortemente distruttive o depressive (pensiamo, ad esempio, ad un bambino che maltratta costantemente il suo bambolotto) posso essere un forte segnale di una sofferenza emotiva e relazionale.

  • L'inserimento scolastico nelle scuole primarie fornisce altri canali di espressione del disagio; da non sottovalutare sono il calo del rendimento o il fallimento scolastico, gli incidenti ripetuti, la ricerca di punizioni attraverso comportamenti oppositivi, condotte aggressive verso sé stessi o gli altri, turbe del linguaggio, turbe del comportamento, la fuga, il furto, la menzogna.

Cosa fare quando il comportamento del bambino desta forte preoccupazione?

Quando il comportamento del bambino desta preoccupazione è necessario provvedere a una valutazione specialistica.
La consulenza con uno Psicologo dello Sviluppo è lo strumento che consente di analizzare con precisione lo sviluppo del bambino nella sua interezza: si tratta di un’indagine su misura, attraverso cui è possibile comprendere al meglio i signficati del suo comportamento, le criticità da contenere e i punti di forza da cui ripartire per favorire uno sviluppo armonioso e scongiurare la cronicizzazione di sintomi che possono ostacolare il benessere.

Come funziona l'incontro con lo psicologo dello Sviluppo?

Per comprendere e contestualizzare la situazione problematica presentata, un primo incontro è  dedicato esclusivamente ai genitori: è qui che verranno prese in considerazione le motivazioni del colloquio e verrà effettuata una prima raccolta di dati circa la storia del bambino all'interno della famiglia, la cosiddetta anamnesi.
L'incontro con i genitori è indispensabile per porre le giuste basi per una buona riuscita dei futuri incontri con il bambino e della sua presa in carico.
Se sei in dubbio sulle modalità dell'incontro psicologico o hai delle domande da pormi, ti invito a contattarmi usando il bottone qui sotto.