Le sfide della crescita: effetti sullo sviluppo
Una delle più grandi preoccupazioni di un genitore riguarda le aspettative circa lo sviluppo del proprio bambino: quali conquiste bisogna aspettarsi in determinate età?
La più grande premessa che va fatta in tal senso è che ogni bambino ha i suoi tempi e le sue modalità di sviluppo, ogni bambino è figlio della sua storia ed il suo crescere è regolato da fattori biologici, ambientali e dagli eventi e sfide che si troverà ad affrontare.
I compiti evolutivi del bambino: quali sfide deve affrontare per crescere?
È proprio questo il punto che andremo ad analizzare: il bambino cresce attraverso delle sfide, dei cosiddetti compiti evolutivi: tappe dello sviluppo in cui le sue capacità sono messe a dura prova ed attraverso cui matura il suo sviluppo.
Una delle primissime sfide del bambino, ad esempio, è l’imparare a camminare: inizialmente cammina sostenendosi, prova a lasciar andare il sostegno, cade, si rialza, cade, si rialza, finché pian pianino non riesce a trovare un suo equilibrio e conquista definitivamente la deambulazione in posizione eretta.
Man mano che cresce, il bambino diventa una creatura sempre più raffinata e, di pari passo, lo diventano anche le sue sfide: se in tenera età le sfide sono prevalentemente di carattere sensomotorio, successivamente iniziano a fare capolino anche sfide sociali, affettive ed emotive.
Pensiamo, ad esempio, all’inserimento scolastico: è una sfida emotiva e sociale importante per il bambino, poiché per la prima volta dovrà distaccarsi dalla famiglia.
Il ruolo del genitore è quello di accompagnare il proprio bambino nelle sfide che gli si pongono davanti con il giusto grado di supporto:
né troppo, né troppo poco.
Il ruolo del genitore nelle sfide
Il genitore non deve lasciare troppo solo il bambino nelle sue sfide, dimostrandosi indisponibile, poiché in questo modo insegna al bambino a non potersi affidare, potenzialmente danneggiando la sua sicurezza emotiva e la sua capacità di chiedere aiuto.
Allo stesso modo, non deve sostituirsi a lui nelle sfide, prevenendo ogni minima situazione di difficoltà: così facendo, rischia di favorire lo sviluppo di dipendenze affettive e relazionali.
Il bambino deve potersi sentire in grado di affrontare le proprie sfide in maniera autonoma, ma, qualora trovasse estrema difficoltà o fallisse, deve anche sentirsi in grado di poter fare affidamento sul genitore.
Il bambino non deve, dunque, fare affidamento sul genitore per ogni minima difficoltà, né, al contrario, pensare di poter fare affidamento solo ed esclusivamente su sé stesso.
Quando il bambino appare "bloccato" nello sviluppo: cosa fare?
Talvolta, nonostante il supporto offertogli, è possibile osservare delle difficoltà o dei veri e propri “blocchi” nello sviluppo del bambino, espressi attraverso canali di disagio specifici, come le somatizzazioni, i disagi comportamentali, modalità di gioco atipiche.
Qualora ci si trovi ad osservare una situazione di difficoltà nello sviluppo del bambino, è opportuno contattare uno specialista per provvedere ad una valutazione della situazione: un primo colloquio clinico con uno Psicologo dello Sviluppo rappresenta un atto di prevenzione per la salute e il benessere del bambino.
Un intervento tempestivo è l’unico strumento che consente di fare chiarezza sullo sviluppo del bambino, al fine di salvaguardare l'armoniosità del suo sviluppo e promuoverne il benessere.