Il gioco e il mondo interiore dei bambini
Il gioco e i suoi significati segreti
L’attività ludica è l’attività per eccellenza del bambino ed è piena di significati: nelle trame del gioco possiamo scorgere l’emotività del bambino, le sue fantasie, i suoi sentimenti.
Il gioco del bambino è un aspetto particolarmente importante per lo sviluppo cognitivo, linguistico, sociale ed emotivo: attraverso il suo potere immaginativo, il gioco permette al bambino di entrare in un mondo fatto di rappresentazioni e astrazioni, consente di conoscere gli oggetti e di capire come agire trasformativamente su di essi, consente di esplorare i propri sensi, favorisce l’incontro con l’altro, predisponendo il bambino all’ingresso nella società.
Come si esprime il mondo interiore del bambino nel gioco?
È chiaro, dunque, che il gioco svolga delle funzioni importanti durante tutto l’arco dello sviluppo ed è inoltre un’attività che allevia lo stress e favorisce il benessere psico-fisiologico, per questo non lo abbandoniamo neppure da adulti!
Nel gioco, il bambino porta il suo mondo emotivo e relazionale, dando libero sfogo alle sue fantasie: per questo, analizzandolo, è possibile verificare se sono presenti segnali di malessere.
Il gioco solitario: quando è troppo?
Ad esempio, modalità di gioco troppo solitarie, non sociali, possono essere sintomo di difficoltà relazionali o emotive del bambino e, qualora destino sospetti o preoccupazioni, è bene vengano indagate.
Quando, per esempio, il bambino osserva gli altri giocare, ma non partecipa, spesso porta con sé un conflitto interiore, una sorta di “vorrei ma non posso”: il bambino vorrebbe giocare con gli altri, ma è allo stesso tempo spaventato dalla situazione sociale, dunque evita il contatto.
Se questo tipo di comportamento si verifica di frequente, può essere indice di una difficoltà relazionale che a lungo andare può sfavorire l’acquisizione delle competenze sociali nel bambino.
Il gioco è, infatti, un momento di condivisione che fortifica le amicizie e le relazioni con gli altri compagni: è qui che i bambini si conoscono e imparano a rapportarsi agli altri.
È stato ampiamente studiato, in letteratura, come l’esperienza positiva durante il gioco sociale con gli altri bambini favorisca un maggior grado di accettazione da parte dei compagni e migliori anche capacità dell’apprendimento come attenzione e persistenza
Il gioco aggressivo: cosa vuole dirci?
Altri segnali di malessere sono rappresentati da modalità di gioco eccessivamente aggressive, macabre, con trame emotive negative, ad esempio: se il bambino gioca con le bambole, ma lo fa tendenzialmente menomandole, rovinandole, oppure gioca con le macchinine distruggendole brutalmente e simulando tragici incidenti, e se ciò avviene con regolarità, questi sono segnali da non sottovalutare.
Quando il gioco del bambino segnala malessere
Qualora si osservino disagi nel gioco del bambino, difficoltà o incapacità a giocare con gli altri, modalità di gioco insolite o con trame emotive sofferenti, è opportuno prendere in cosniderazione questi segnali come possibili manifestazioni di un malessere interiore.
Se a questi segnali di malessere si accompagnano altri segnali di disagio, variabili a seconda delle età, come ad esempio lamentele somatiche, oppositività costante, ritiro sociale -ti invito a leggere il mio articolo sui segnali di disagio nell'infanzia per saperne di più-, allora è importante rivolgersi tempestivamente ad uno specialista: indagare questo aspetto del comportamento infantile è infatti fondamentale per comprendere quali vissuti di sofferenza psicologica il bambino sta attraversando ed, eventualmente, intervenire in maniera opportuna affinché questi ultimi non si cronicizzino, per evitare che si ripercuotano sul suo benessere presente e futuro.