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via Salaria 195, angolo v.le Liegi, 00198 Roma

Il linguaggio del bambino è un indicatore fondamentale del suo stato di benessere e dell’avanzamento del suo sviluppo.
Il genitore, avendo cura di dialogare con lui, favorisce non solo il corroborarsi del legame relazionale e affettivo, ma anche lo sviluppo linguistico e cognitivo.
Attraverso la comunicazione, il bambino imparerà a parlare con sé stesso e con gli altri, a rappresentare gli eventi e le situazioni, ad arricchire le sue modalità di ragionamento.
“I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo” diceva Wittgenstein.
E’ quindi fondamentale ponderare toni, termini e parole, adattarle al linguaggio del bambino e, man mano che cresce, alzare l’asticella: ricordiamo che lo sviluppo comunicativo è una sfida, e come abbiamo visto in questo articolo, va accompagnata con il giusto supporto.

Quali sono i segnali di disagio che il bambino esprime attraverso il dialogo?

Il tono, il vocabolario e la frequenza comunicativa con cui il bambino si relaziona possono essere indicatori di un malessere psichico/affettivo o di disturbi specifici del linguaggio o dell’apprendimento.
Se si osservano segnali quali

  • Una comunicazione prevalentemente con toni e modalità aggressive, tendenza ad urlare, utilizzo di un vocabolario volgare, comportamenti violenti o oppositivi;
  • Un vocabolario ristretto, non appropriato all’età, tendenza a comportarsi come se fosse più piccolo, sintomi “regressivi”, relazioni sociali scarse;
  • Tendenza alla chiusura comunicativa e forte remissività, evitamento attivo o rifiuto della comunicazione, evitamento dello sguardo

In tutti questi casi è opportuno rivolgersi ad uno specialista come lo Psicologo dello Sviluppo per un primo colloquio: la consulenza psicologica è lo strumento che ci consente di analizzare con precisione la situazione di sviluppo del bambino.
Il contatto con lo specialista è un atto preventivo che rappresenta un efficace supporto per gestire in modo congruo le difficoltà evolutive, le crisi e i conflitti di sviluppo e scongiurare la cronicizzazione del disagio e lo sviluppo di una vera e propria patologia.