Parlare di emozioni al bambino: tutti i benefici
Parlare di emozioni con il bambino
Imparare a parlare con il proprio bambino di emozioni vuol dire aiutarlo a conoscersi ed aiutarsi a conoscerlo.
I benefici dell’educazione emotiva sono innumerevoli: migliora la comunicazione genitore-figlio, favorendo un clima familiare meno contratto ed un miglior sviluppo affettivo e relazionale nel breve e nel lungo termine.
Il bambino imparerà a capire che cosa prova, a non vergognarsi delle proprie emozioni, a legittimarle ed abbracciarle.
Inoltre, l’educazione emotiva aiuta a prevenire sintomi somatici e comportamentali, scongiurandone la cronicizzazione: pensiamo, ad esempio, ad una bambina che rifiuta il cibo inizialmente per questioni di stress emotivo, quando questo comportamento si protrae per un lasso di tempo consistente, viene a strutturarsi un vero e proprio disturbo del comportamento alimentare.
I benefici dell’educazione emotiva all’interno della famiglia sono comprovati e funzionali: forniscono un punto di incontro fra genitore e figlio, accogliendo ogni forma emotiva. Ogni scoperta emotiva che facciamo con il bambino, la facciamo anche con noi stessi, perché tutto ciò che è relazione, rapporto, comunicazione, è circolare.
Aiuta tanto l’altro, quanto noi.
L'educazione emotiva e lo sviluppo dell'empatia
Un ulteriore beneficio dell’educazione emotiva è l’impatto fortemente positivo che ha sulle capacità empatiche: molto sinteticamente, se il bambino impara a riconoscere le proprie emozioni, saprà non solo reagire in maniera più appropriata a situazioni di difficoltà emotive causate da altri bambini (prese in giro, scherzi, esclusioni), ma saprà anche riconoscere meglio le emozioni altrui, adottando comportamenti empatici e supportivi quando vede gli altri in difficoltà.
Cosa fare quando parlare con il bambino risulta difficile
Talvolta, può risultare difficile parlare di emozioni con il bambino: può, ad esempio, rifiutarsi di comunicare, oppure dissimulare le sue difficoltà emotive e nascondersi dietro un “va tutto bene”, altre volte, può rimanere silente e, in alcuni casi, bloccarsi.
In casi opposti, il bambino può dare segnali di forte irascibilità, aggressività, provocazione.
Questi segnali non devono essere sottovalutati. Nel momento in cui ci sia il sospetto di un disagio psichico o emotivo, è opportuno rivolgersi a un professionista: in un colloquio psicologico andiamo a riflettere sui significati del comportamento del bambino, in uno spazio sicuro, protetto e non giudicante dove tutte le emozioni possono essere espresse, accolte, contenute ed elaborate.
Affidarsi a una figura specialistica come lo Psicologo dello Sviluppo è un atto preventivo utile a fare chiarezza sulla situazione, individuare i punti di forza e le criticità, scongiurando il peggioramento e l’eventuale cronicizzazione del disagio.