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via Salaria 195, angolo v.le Liegi, 00198 Roma

L’utilizzo di cannabis è una delle più comuni esperienze che l’adolescente condivide in termini di “trasgressione”, così come il fumare sigarette, il bere, e tutto ciò che può andare “contro” le regole imposte dagli adulti ed “oltre” i propri limiti.
Spinto dalla curiosità, dal gruppo e dalla voglia di provare qualcosa di diverso e proibito, i primi approcci che l’adolescente ha con questa sostanza sono molto significativi, poiché portano con sé non solo la novità degli effetti psicotropi, ma tutto un insieme di significati ritualistici e di collettività.
È dunque difficile scindere, almeno in un primo momento, i meri significati connessi all’uso della sostanza dalla più ampia esperienza di gruppo.
Infatti, molti adolescenti non iniziamo a consumarla da soli, né diventano dipendenti e per loro rimane una “semplice” attività ricreativa da fare in compagnia.

In alcuni casi, e per fattori di varia natura, l’adolescente diventa dipendente dalla cannabis: in questi casi l’utilizzo della sostanza non avviene più soltanto in occasioni di gruppo, ma anche in maniera solitaria.
Anche in questa situazione c’è da prendere in esame la frequenza ed il quantitativo utilizzato, è tuttavia importante tenere a mente che, come per tutte le sostanze psicotrope, il cervello inizia a sviluppare una certa tolleranza alla cannabis, fattore che indurrà pian piano ad una maggiore frequenza ed un maggior quantitativo di consumo.

La dipendenza è una condizione cronica caratterizzata da ricerca e da uso compulsivo della sostanza d’abuso e da cambiamenti strutturali nel cervello.

I motivi per cui l’adolescente fa uso di cannabis possono essere diversi: alcuni sperimentano un calo di ansia e stress, altri una maggiore facilità a prendere sonno, altri ancora sensazioni di euforia e divertimento, creatività e sinestesia.
Gli effetti della cannabis possono dunque essere molto piacevoli per l’adolescente, che rimane, pertanto, “affezionato” all’utilizzo della sostanza.
Inoltre, lo stato di coscienza alterato derivante dall’utilizzo di cannabis è di forte interesse per l’adolescente, che, intento nella scoperta di sé stesso, vede aprirsi nuove porte della propria percezione, dei suoi stati interiori e dei suoi pensieri.
Per questo motivo l’utilizzo di cannabis in adolescenza va demonizzato anzitutto compreso, pur restando imperativi sul divieto di utilizzo.

La cannabis è uno stupefacente che può comportare gravi rischi se il suo utilizzo ha inizio in un periodo sensibile come quello adolescenziale, come ad esempio:

  • distorsioni dello sviluppo sociale ed affettivo
  • rischio di sviluppo psicotico in utenti predisposti
  • difficoltà di attenzione e concentrazione
  • slatentizzazione di ansie ed angosce
  • abulia, sintomi depressivi
  • disregolazione emotiva
  • ridotta capacità di giudizio e di stima del pericolo
  • ridotte capacità di pianificazione
  • riduzione del q.i. fino ad 8 punti rispetto a che non ne ha fatto utilizzo

Cosa fare se l'adolescente consuma cannabis

La primissima cosa da fare è non rendere il tema un tabù, ma, al contrario, creare uno spazio di conversazione: è necessario che l’adolescente si senta ascoltato, ma che allo stesso tempo abbia chiari i limiti e le condizioni da rispettare.
Sebbene l’adolescente stia cercando la sua individualità e stia tentando di diversificarsi dalla propria famiglia, i genitori rimangono un punto di riferimento cruciale, pertanto è di fondamentale importanza impostare un dialogo sul tema cannabis (e sostanze in generale, alcol compreso).
È, dunque, necessario informarsi ed informarlo sui rischi associati, discuterne insieme, con pazienza, amorevolezza, ma allo stesso tempo fermezza ed autorevolezza.
È altrettanto necessario discutere circa i motivi dell’utilizzo della sostanza, comprenderli, e valutare soluzioni alternative. 
Dunque, è importante fare domande e saper comprendere le risposte: in un primo momento può essere normale che l’adolescente tenda a sviare e contrariarsi, per questo motivo è necessaria tanta pazienza e perseveranza nell’affrontare il tema.

Quando è necessario un consulto Psicologico per il consumo di cannabis in adolescenza?

Il consumo di cannabis in adolescenza può rappresentare un campanello di allarme importante ed è certamente un comportamento da non sottovalutare.
Similmente all'utilizzo di benzodiazepine, seppur con effetti diversi, l'utilizzo di cannabis inquina il terreno su cui poggia lo sviluppo psichico, emotivo ed affettivo dell'adolescente.

Nel momento in cui ad esso si osservino altri campanelli di allarme quali un'affettività appiattita, un calo del rendimento scolastico, una minore socialità, abulia e, più in generale, una modificazione del comportamento dell'adolescente, sarebbe opportuno provvedere ad un contatto con uno specialista.

L'adolescenza è una fase fortemente delicata dello sviluppo, per questo motivo è necessario preservarla e trattarla con la massima cura possibile, prevenendo i comportamenti a rischio. Una consulenza con uno Psicologo dello Sviluppo rappresenta lo strumento d’indagine volto a fare chiarezza sulla condizione dell’adolescente: un mezzo cruciale per capire i significati del comportamento problematico, che mira ad individuare criticità da contenere e punti di forza da cui ripartire per salvaguardare il suo benessere presente e futuro.