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Adolescenti in vetrina: la popolarità ai tempi dei social

In questo articolo vedremo come la validazione da parte dei pari sia un aspetto fondamentale per lo sviluppo sociale ed affettivo in età adolescenziale e in che modo i social possano influire su questo processo, con il rischio di distorcerlo.

Partiamo dal presupposto che uno dei compiti evolutivi fondamentali dell’adolescente è formarsi un’identità al di fuori della famiglia: i pari, ovvero i suoi compagni e, in genere, gli altri ragazzi con cui si rapporta, forniscono il terreno fertile in cui coltivare nuove conoscenze, esplorare la propria identità, scoprire nuovi modi di stare insieme, costruire amicizie significative ed incontrare i primi amori, tutte tappe con un significato profondo nel mondo sociale ed emotivo dell’adolescente.

I social: la distorsione  della popolarità e del rifiuto

Popolarità e rifiuto sono le parole che potremmo usare per meglio descrivere la condizione sociale dell’adolescente: dal sentirsi desiderato, al sentirsi accettato, al sentirsi non voluto, al sentirsi invisibile. Tutte condizioni che implicano un significato sul senso di Sé, sul proprio valore, sulla propria identità: il significato che si ha per sé stessi, in adolescenza, passa moltissimo attraverso il riconoscimento da parte degli altri.

Attraverso Instagram e Tik Tok, il concetto di popolarità e, per contrasto, di rifiuto si estende e si esplicita attraverso like e follower.
Questo significa che un adolescente, oggi, ha più consapevolezza di quanto e come è “apprezzato” dai suoi pari all’interno dei social.
Non solo, ma anche i suoi compagni lo sanno.
La conseguenza di queste “vetrine” per la popolarità è che i processi sociali come il fare gruppo o l’essere, al contrario, emarginati, possono passare anche attraverso questi canali e venirne amplificati: il rischio di un utilizzo inconsapevole di queste piattaforme è che la sfera sociale, emotiva ed affettiva subisca una distorsione, venendo privata dei suoi elementi più profondi e umani, in favore di apparenze superficiali e filtrate.

Per sentirsi visto, riconosciuto, per significare qualcosa per sé stesso, può pensare: “Quanti like deve avere un mio post? Quanti follower devo avere? Come faccio a farli crescere? Che contenuti devo portare?”
Questo può influenzare pesantemente il modo in cui gli adolescenti agiscono, con il rischio che ciò avvenga in funzione del social, senza esserne consapevoli: ecco che alle distorsioni sociali ed affettive si accompagnano anche quelle cognitive e comportamentali.

Quali soluzioni per diminuire l'uso dei social?

Il rischio di un utilizzo inconsapevole del social network può dunque influenzare diversi rami dello sviluppo della personalità e della socialità in adolescenza, per questo motivo educare l’adolescente ad un utilizzo consapevole, avendo tanta pazienza ed aprendosi al dialogo è un passo fondamentale.
Anche utilizzare gli strumenti di benessere digitale presenti sul cellulare aiuta a prendere consapevolezza: generalmente, nelle impostazioni di ogni dispositivo è possibile verificare il tempo di utilizzo delle singole applicazioni.
Non demonizzare il social è altrettanto importante, poiché come in tutte le cose, non è lo strumento in sé il problema, quanto l’utilizzo che se ne fa.
Proporre attività alternative, senza aspettarsi un consenso immediato, poiché l’adolescente è, generalmente, per sua natura, oppositivo, è un'altra delle soluzioni presentabili.

Quali rischi connessi all'uso dei social e cosa fare?

La prevenzione del rischio e la salvaguardia di un armonioso sviluppo della sfera affettiva sono aspetti di cruciale importanza in una delicatissima età come quella adolescenziale.
I rischi legati ai social non riguardano, inoltre, soltanto la sfera affettiva: l'utilizzo di queste piattaforme diventa facilmente pervasivo, innescando una vera e propria dipendenza.
Infine, il rovescio della medaglia è una conseguenza da non sottovalutare nel caso di impopolarità e rifuti reiterati: un adolescente che si sente rifiutato preferirebbe diventare invisibile piuttosto che continuare a ricevere rifiuti, ecco perché molti si ritirano in casa e non escono più.
Se la situazione è grave e l’adolescente manifesta preoccupanti comportamenti che mettono a rischio il suo benessere presente e futuro, si rende necessario un consulto psicologico.
La figura dello Psicologo dello Sviluppo rappresenta, dunque, un riferimento importante al fine di agire preventivamente sul contenimento del rischio adolescenziale, andando ad accogliere le criticità presentate e favorendo l’implementazione di punti di forza che possano portare ad un miglioramento del benessere dell’adolescente.
In sintesi, l'adolescenza è un periodo delicato che presenta sottili equilibri in costante movimento, sui quali agire con la giusta misura.