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Adolescenti e dipendenza da videogiochi: come affrontarla?

Giocare online è una delle attività tipiche dell’adolescente delle ultime due generazioni e, fintanto che rimane un’attività ricreativa, leggera e consapevole, non comporta alcun rischio.
Il problema si pone nel momento in cui il mondo videoludico rappresenta la totalità della socialità dell’adolescente, piuttosto che esserne una parte.

I videogiochi, così come le altre attività virtuali di consumo ( ad esempio tik tok, instagram, eccetera) agiscono sul rilascio di dopamina e rischiano di generare dipendenza: molti giochi, come ad esempio i Free-to-Play, sono impostati in modo da mantenere l’utente incollato allo schermo attraverso contenuti sempre freschi ed aggiornati, rendendo l’esperienza videoludica costantemente nuova ed avvincente.
E così, inconsapevolmente, l’adolescente rischia di essere inghiottito in una spirale da cui è difficile uscire.

Il rischio maggiore è che l’attività videoludica diventi la sua priorità e che, per questa, tralasci tutta una serie di compiti evolutivi tipici dell’età adolescenziale.
In questo caso è come se la realtà videoludica andasse a sostituire la realtà concreta e le necessità legate al videogioco diventassero di vitale importanza.
Questo disequilibrio fra realtà e virtualità genera due effetti specifici che si corroborano a vicenda:

  • Viene minato lo sviluppo delle capacità sociali, affettive e relazionali, in quanto l’adolescente, passando più tempo davanti ad uno schermo piuttosto che a interagire realmente con altri coetanei, perde occasioni di socializzazione e condivisione
  • Viene, progressivamente, percepita la realtà concreta come poco soddisfacente, poiché non contiene gli elementi di piacere istantaneo tipici della realtà videoludica.

Quando questi due elementi si rafforzano a vicenda per un periodo di tempo sufficientemente lugo, l’adolescente corre il rischio di isolarsi socialmente e di relegare l’interezza del suo tempo libero (ed, in casi gravi, anche quello che dovrebbe essere occupato) alla sola attività videoludica.

La dipendenza da gaming: il ruolo dello psicologo

Se ti stai preoccupando per il benessere di tuo figlio, sappi che ci sono alcuni segnali che non devi sottovalutare, parlo ad esempio della forte irritabilità quando lo costringi a staccarsi dal videogioco (o dell’impossibilità a farlo), del calo del rendimento scolastico, della progressiva diminuzione di contatti sociali con la realtà concreta (ad esempio, esce di meno, invita meno amici a casa, oppure va meno volentieri a casa di amici). Tutti questi segnali possono essere indicatori di un gaming disorder che si sta consolidando.
Nel caso in cui il comportamento di tuo figlio adolescente desti preoccupazione, è opportuno che ti rivolga ad una figura specialistica competente ed aggiornata in materia: in qualità di Psicologo dello Sviluppo offro consulenza e sostegno psicologico all’adolescente a rischio, al fine di limitare le condotte problematiche, prevenire lo svilupparsi di una dipendenza e favorirne il benessere psicologico e sociale.
Come funziona la consulenza psicologica? In primo luogo, verrà effettuato un incontro esclusivo psicologo-genitore/i: questo ci consentirà di analizzare il percorso di sviluppo dell’adolescente nella sua interezza, condizione indispensabile per avere una maggiore chiarezza sulla situazione presente.
Una volta raccolti abbastanza dati sulla storia di sviluppo dell’adolescente, si procedere all’incontro con quest’ultimo, finalizzato alla sua presa in carico.