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Social network e voti bassi: cosa c’è di vero?

I social come una zavorra: chi li usa prima dei 14 anni prende voti più bassi ed è meno felice”  è il titolo di un articolo de La Repubblica: uno studio dell’Università Milano Bicocca su un campione di 6.000 studenti ha infatti rivelato una correlazione sull’utilizzo dei social e il rendimento scolastico.

Ma cosa c’è di vero? In che modo i social possono essere associati ad un basso rendimento scolastico?

Social in adolescenza: come possono influenzare il rendimento scolastico?

I social possono influenzare il rendimento scolastico perché hanno degli effetti sulle capacità di attenzione e concentrazione.

Le abilità attentive dipendono, in parte, dalla capacità di ritardare la gratificazione ed i social, in tal senso, agiscono in senso opposto poiché forniscono una gratificazione immediata: ogni volta che apriamo i social il nostro cervello ci manda delle piccole scariche di dopamina, l’ormone responsabile delle sensazioni di piacere e, con esso, della dipendenza, per cui più il cervello riceve dopamina, più ne vuole. Questo significa che tanto più si accede al social, quanto più è alta la probabilità di passarci tempo sopra: quando stare sul social per lungo tempo diventa un’abitudine giornaliera, il calo delle capacità di concentrazione si cronicizza e diventa un fattore di rischio per il rendimento scolastico, puoi approfondire questo tema nell'articolo "Aprire i social la mattina, come rovinarsi la giornata".

Un’altra modalità attraverso cui i social possono influenzare il rendimento scolastico riguarda i processi di socializzazione e le loro distorsioni.
Sappiamo che la scuola, oltre ad essere un ente educativo, è anche un forte fattore aggregante.
Questi sono i due compiti principali del sistema scolastico: educare ed aggregare, due elementi importantissimi che si intersecano ed influenzano fra di loro. In che modo?
Ad esempio se un ragazzo fa fatica ad integrarsi nel proprio gruppo classe e si sente emarginato o, peggio ancora, viene bullizzato, potrebbe sviluppare un rifiuto verso l’ambiente scolastico, con conseguenze sia sul rendimento, sia sullo sviluppo affettivo e relazionale.

Un adolescente che si sente invisibile potrà avere grandi difficoltà nello sviluppo relazionale, con possibili ricadute su tutte le altre aree di sviluppo. Questi processi di integrazione, popolarità e rifiuto, attraverso i social si esplicitano e si quantificano mediante il numero di follower, di like, di commenti, causando possibili distorsioni a processi sociali di per sé già delicati; se vuoi approfondire questo argomento, trovi informazioni dettagliate nell'articolo "Adolescenti in Vetrina: la popolarità ai tempi dei social".

Dunque, i social possono essere correlati a un calo di rendimento scolastico sia per motivi legati alle capacità attentive, sia per la possibilità di distorsione dei processi di socializzazione, sia per la combinazione di questi due fattori.

I social NON CAUSANO il calo del rendimento, ne sono Correlati

“vado allo scientifico e ho la media dell’otto, sono una degli studenti più brillanti nella mia classe e uso i social da quando avevo 11 anni più o meno, conta anche il senso di consapevolezza e il modo in cui i GENITORI crescono i figli”

È il commento di una ragazza all’articolo de La Repubblica, che sottolinea come siano il senso di consapevolezza e lo stile educativo le chiavi che discriminano l’influenza del social sul rendimento scolastico.

È, infatti, molto importante chiarire il nesso di correlazione fra i social ed il rendimento scolastico, e non scambiarlo per causalità.
I social sono uno strumento e, in quanto tale, hanno la capacità di influenzare la vita dei ragazzi, ma questa capacità si trasforma in realtà soltanto nelle mani di chi ne fa utilizzo.
Ed il termine consapevolezza utilizzato dalla ragazza è più che mai azzeccato.

Social in adolescenza: buone pratiche da adottare

Dunque, come si fa a consapevolizzare gli adolescenti sull’utilizzo dei social?
E quali buone pratiche è possibile adottare?

In primo luogo, per consapevolizzare gli adolescenti sull’utilizzo dei social, è necessario che i genitori siano in primo luogo consapevoli dell’effetto di questi ultimi, in primo luogo su sé stessi e, di conseguenza, sui propri figli.
Anche a voi genitori sarà capitato di fare scrolling compulsivo, soltanto questo dovrebbe bastare per capire che siete sulla stessa barca dei vostri figli per quanto riguarda la potenza del mezzo e l’influenza che può avere.

In secondo luogo, è necessario non demonizzare lo strumento: i social sono una realtà e demonizzarla significherebbe tapparsi gli occhi di fronte ad essa. Piuttosto si rende necessaria una presa di coscienza in relazione a questo nuovo modo di vivere, in parte, la socialità e le relazioni e alla sua integrazione nella vita di tutti i giorni.

“Sì, ma all’atto pratico, questo in cosa si traduce?”
Dare un tetto massimo di utilizzo, ad esempio mezz’ora al giorno, e degli orari prestabiliti in cui è imperativo non utilizzare i social, ad esempio a tavola.
Attivare i filtri relativi ai contenuti, in modo che contenuti altamente sensibili non arrivino nelle mani di un ragazzo.
Promuovere attività alternative e verificare che l’utilizzo del social non stia sostituendo la mancanza di interesse verso attività specifiche o relazioni: ciò significa saper osservare

Se l’adolescente ha una dipendenza da social?

Le dipendenze in adolescenza sono un fenomeno concreto e quelle da social non fanno eccezione: come ogni dipendenza, si instaura attraverso un ciclo che dev’essere spezzato, ne parlo approfonditamente nell’articolo "Dipendenze in adolescenza: rischi e soluzioni".

Ogni dipendenza ha una storia a sé e generalmente causa una serie di problemi quali, oltre al calo del rendimento scolastico, una forte tensione emotiva in casa, litigi, incompresioni, risentimenti.
Se questo è il caso di tuo figlio, ti invito a contattarmi quanto prima: soltanto attraverso una consulenza specialistica è possibile riuscire a definire il problema nella sua concretezza e specificità, formulando una presa in carico corretta e volta alla risoluzione della situazione di difficoltà.