FoMo: perché si presenta e come uscirne
Sei a casa, finalmente un momento di relax dopo una giornata intensa.
Prendi il telefono e inizi a scorrere i social: amici che escono, colleghi che si divertono a un evento, qualcuno che viaggia in posti da sogno.
Ti senti improvvisamente a disagio, come se stessi perdendo qualcosa di importante.
Questo senso di ansia e insoddisfazione ha un nome: FoMO (Fear of Missing Out).
Che cos'è la FoMO e quali effetti ha sul benessere?
Dal punto di vista clinico, possiamo inquadrare la FoMO come una forma di ansia sociale caratterizzata dalla paura persistente di perdersi qualcosa, di non star vivendo la propria vita al 100%, di sentirsi tagliati fuori.
Tipicamente amplificata dal mezzo digitale attraverso la sovraesposizione ai social media, questo tipo di ansia scatena nella persona diverse sensazioni: il costante confronto con gli altri e con le loro esperienze fa sembrare la propria vita come incompleta, insoddisfacente, inferiore alle aspettative (proprie o altrui).
Queste sensazioni possono essere accompagnate da una spinta continua a dover riempire la propria quotidianità con attività o eventi, senza la possibilità di potersi rilassare e respirare.
È attraverso queste tensioni psichiche che la FoMO influisce sul benessere quotidiano della persona, dando sfogo a sintomatologie fisiche e psicologiche che rendono la serenità e la soddisfazione quotidiana un lontano miraggio.
I sintomi più comuni includono:
- Sensazione di ansia, stress, tensione, vuoto allo stomaco nel momento in cui si osservano le attività degli altri sui social e le si mettono a paragone con la propria vita
- Impossibilità a godersi il momento presente senza cadere nell’overthinking o senza esperire sensazioni di irrequietezza, ansia, sfiducia
- Impulso costante a controllare il telefono e i social media, anche soltanto per “svago”
- Impulso a dover uscire per la paura di “perdersi qualcosa”
- Insoddisfazione e confronto continuo con gli altri
- Sintomatologie somatiche quali: nausea, gastriti, mal di testa, pruriti, dermatiti
FoMO: da dove nasce?
La FoMO nasce da un insieme ampie dinamiche psicologiche e sociali, fra cui:
- Sovraesposizione ai social media: l’esposizione filtrata a modelli di vita artificiosamente perfetti (quindi non reali!!) rende il terreno fertile allo sviluppo della FoMO. Per sua natura l’uomo tende a confrontarsi con gli altri per valutare sé stesso ed i social non fanno che amplificare questo meccanismo di confronto distorcendolo, portandolo al suo estremo.
Mettersi a paragone con ciò che è appositamente filtrato, patinato e non reale, non ci consentirà mai di vincere il confronto; dunque, non ci consentirà mai di valutarci positivamente: ecco come l’autostima e il senso della soddisfazione di Sé viene a mancare. - Difficoltà emotive e relazionali: la FoMO non è un fenomeno “a sé”, ma è parte di un più ampio sistema. Tipicamente, se soffri di FoMO è possibile che tu soffra anche di overthinking, stress, paura del giudizio (tuo e altrui), tristezza, solitudine, bassa autostima ed una generale percezione negativa del tuo Sé. La FoMO, in questo caso, rientra in un più ampio quadro di difficoltà personali, andandolo ad influire negativamente ed aggravando la situazione in quello che va a definirsi come un circolo vizioso, ad esempio: sono stressato – mi sento di non valere niente – uso il cellulare per svagarmi un po’ – vedo che gli altri stanno avendo una vita fantastica – io valgo ancor meno – sono ancora più stressato.
- Bisogno di appartenza ed inclusione disregolato: una società che richiede di essere presenti 24 ore al giorno, 7 giorni a settimana, concorre a disregolare i bisogni di inclusione dell'essere umano accelerando la vita oltre il suo naturale respiro. La risultanti di questa richiesta eccessiva da parte dei contesti sociali sono due: o non ci si ferma un attimo per poter soddisfare ogni richiesta, oppure ci si blocca in pieno, sopraffatti dalla mole di esigenze ed aspettative sociali da soddisfare.
Ridurre la FoMO: attività pratiche
Come accade per le più comuni difficoltà psicologiche, anche la FoMO tende ad essere una problematica che si auto-alimenta: per questo motivo, talvolta, sembra non presentare via d’uscita.
Ciò, però, è dovuto al momento psichico ed emotivo che si sta vivendo che non ci consente di vedere e trovare altre vie d’uscita rispetto alla situazione presente.
Se ti trovi in questo momento difficile, prendi in considerazione le seguenti strategie pratiche per ridurre la FoMO e migliorare il tuo benessere:
- Limita il tempo sui social media: imposta dei limiti di utilizzo quotidiani attraverso il timer delle app (e rispettali!)
- Pratica mindfulness/sport/attività creative e manuali: queste attività hanno in comune che consentono di esprimerti attraverso il corpo all’interno del momento presente, anziché attraverso la mente in possibilità future (dinamica tipica dell’ansia)
- Pratica l’accettazione: comprendere che non è umano essere sempre e ovunque e rendersi consapevole del fatto che la vita ha naturalmente un proprio ritmo e un proprio respiro (in altre parole, impara ad ascoltarti!).
- Riconosci i trigger che attivano la FoMO: comprendi quali movimenti psichici e fisici stanno per farti entrare nella situazione di FoMO e anticipali, giocando di strategia (questa, in special modo, è una delle pratiche più utili su cui andiamo a focalizzarci nelle consulenze psicologiche in studio).
Come uscirne insieme: il supporto psicologico
La FoMO può essere un segnale di un disagio più profondo, in special modo quando influisce quotidianamente sulla qualità e la soddisfazione di vita.
Il campanello d’allarme più importante è, in effetti, proprio il benessere giornaliero: quando viene compromessa la vita di ogni giorno è segno che il nostro corpo e la nostra testa ci stanno dicendo “basta, è il momento di prenderti cura di te”.
Se questo è il tuo caso, prova in primo luogo a mettere in atto le strategie di cui sopra.
In secondo luogo, nel momento in cui senti di necessitare di un supporto più concreto, considera la consulenza psicologica come una risorsa al tuo fianco: uno spazio d’ascolto dove poter dar voce ai propri dubbi, alle proprie domande e alle proprie fragilità può veramente fare una grande differenza nel riacquisire la serenità di ogni giorno.
Per saperne di più, puoi visitare la pagina “Consulenza Psicologica per Giovani Adulti”.