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Disturbo da ansia di malattia
Il disturbo di ansia di malattia, più conosciuto come ipocondria, riguarda un eccessivo e irreale stato di preoccupazione e paura per la propria salute che sfocia in un comportamento organizzato attorno a evitamenti, controlli medici, rassicurazioni, in un circolo vizioso che si autoalimenta.
Il circolo vizioso che mantiene la paura di avere malattie
Il circolo vizioso si manifesta tipicamente attraverso queste fasi:
- Attivazione interna, una sensazione corporea o un pensiero intrusivo con funzione attivante
- Interpretazione catastrofica, "ho qualcosa di grave" cioè interpreto in modo negativo e spaventante ciò che in realtà non lo è
- Aumento dell’ansia, è la diretta conseguenza della fase precedente e pensieri, preoccupazioni sullo stato di salute alimentano l'ansia
- Strategie di controllo, attraverso ricerche online, visite mediche ripetute, richiesta di continue rassicurazioni
- Sollievo temporaneo, l'ansia diminuisce ad ogni visita, informazione, rassicurazione, ma solo temporaneamente.
- Mantenimento e rinforzo del ciclo, visite, rassicurazioni, ricerche, hanno l'effetto di alimentare e rinforzare il circolo vizioso poiché paradossalmente generano nuovi e continui dubbi.
Perché proprio il corpo?
Il corpo è immediato, ambiguo e sempre presente, il luogo perfetto per proiettare l’incertezza.
In molti casi, l’attenzione ipocondriaca emerge in fasi di transizione, perdita o cambiamento: momenti in cui il sistema persona-relazioni perde stabilità.
A cosa serve il sintomo?
Inconsapevolmente può avere la funzione di:
- Regolare l’ansia diffusa: spostare l'ansia sul corpo su un oggetto concreto (il corpo), la rende paradossalmente più gestibile.
- Mantenere equilibri relazionali: può attivare cura, attenzione, vicinanza, o al contrario distanza e conflitto.
- Organizzare l’identità: la persona si definisce progressivamente come “fragile”, “a rischio”, “in allerta”.
Il disturbo può essere letto come un tentativo di controllare l’imprevedibile in cui Il corpo è il teatro di una battaglia più ampia: quella tra bisogno di controllo e impossibilità di ottenerlo completamente.
Come svolgo la psicoterapia per l'ipocondria
Il trattamento è centrato sul problema, sulla comprensione delle variabili personali e di contesto, dei meccanismi e delle modalità che alimentano e sostengono il circolo vizioso del disagio. l’obiettivo non è eliminare l’ipocondria in modo diretto, ma modificare ciò che la rende necessaria.
1.Fase anamnestica, raccolta degli elemnti utili tra cui: esordio del sintomo, fase della vita, eventi traumatici, contesti di appartenenza, tentativi di soluzione
2, Ridefinizione del problema, spostare il focus dalla paura di essere malato” alla funzione del sintomo ovvero utilizzare il corpo per gestire qualcosa di più ampio. cambia radicalmente la posizione del paziente da vittima passiva a parte attiva di un sistema
3. Comprensione del circolo vizioso e analisi delle modalità che alimentano il disagio (lavoro su pensieri emozioni comportamenti, tentativi di soluzione)
4. Interruzione dei tentativi di soluzione disfunzionali, controlli, rassicurazioni, evitamenti: vengono analizzati e progressivamente resi visibili e modulati.
5. Lavoro sulle relazioni, in che modo le dinamiche relazionali incidono sul sintomo? Chi rassicura? Chi si allontana? Come reagisce l’ambiente?
4.Espansione della tolleranza all’incertezza, Il punto non è convincere la persona che “non ha nulla”, ma aiutarla a stare nel margine inevitabile di incertezza senza attivare il circuito fobico.
5.Superare l’ipocondria: dal controllo al contatto, L’ipocondria è, in fondo, una forma di iper-controllo che sostituisce il contatto con le emozioni, con i bisogni, con le relazioni. La psicoterapia sistemica integrata lavora proprio su questo scarto: riportare la persona dall’ossessione per il corpo alla connessione con se stesso e il proprio sistema di vita, rendendo inutile l'esistenza del sintomo.
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