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via Salaria 195, angolo v.le Liegi, 00198 Roma

“L’interesse del minore, nel caso delle separazioni, significa individuare le condizioni più utili affinché il bambino non trovi ostacolo, nel suo processo di crescita, con i genitori non più coniugi, ma comunque capaci di mantenere la caratteristica genitoriale di sistema relazionale significativo. Interesse del minore significa dunque permettere al bambino di definirsi un individuo resiliente (Selvini).

I figli coinvolti nei conflitti coniugali sono figli infelici e sofferenti.
Basterebbe infatti il solo buon senso, senza tirare in ballo studi scientifici, statistiche e quant’altro, per capire una verità innegabile.
Vedere i propri genitori litigare, mancarsi di rispetto, insultarsi o peggio ancora , venire alle mani è per i bambini fonte di ansia e spesso di sensi di colpa. Non è raro infatti che i minori, soprattutto in fasi particolarmente sensibili del proprio sviluppo, si percepiscano come causa dei conflitti tra i genitori.
 
Quando la conflittualità è intensa e protratta i bambini sono esposti a un clima familiare destabilizzante e traumatico, fonte di malessere psicofisico e possibili disagi tanto presenti quanto futuri. Si possono apprezzare spesso in queste situazioni relazioni familiari distorte e coinvolgimenti dei minori  nelle diatribe coniugali.
Ad esempio il figlio può essere spettatore passivo assistendo alle liti o essere chiamato direttamente in causa più o meno implicitamente dai genitori a fare l’ago della bilancia fra i due o a schierarsi da una parte o dall’altra o da tutte e due a turno ( triangolazioni).
Le  triangolazioni coi genitori sono configurazioni relazionali malate improprie e distorte di cui si sono occupati e si occupano gli studiosi di terapia familiare e i terapeuti familiari di matrice sistemico – relazionale.
Le alleanze  tra generazioni diverse sono pericolose e fanno terribilmente male ai figli fino a pregiudicare il loro benessere psicofisico sia presente che futuro.
 
Non deve altresì sorprendere che il figlio partecipe di un clima conflittuale, tanto scoperto quanto coperto, assuma di per se stesso per lo più inconsapevolmente  il ruolo di alleato di un genitore o di entrambi a turno o di pacificatore tra i due o si renda centrale attraverso un sintomo comportamentale o fisico, per attirare su di sé l'attenzione dei genitori e distoglierli dal conflitto.
 
Separazioni conflittuali: la guerra attraverso i figli

Il clima familiare che precede le separazioni conflittuali è altamento disturbato, le relazioni tra i coniugi sono pessime, improntate a forti litigi o talvolta a una forte conflittualità coperta. Il clima che un figlio respira in tali contingenze è comunque negativo e le relazioni disfunzionali .

Come abbiamo visto i figli sono spesso trascurati dato che i genitori sono immersi nei loro problemi coniugali e spesso triangolati in alleanze con uno di essi o a turno con entrambi. Modalità relazionali distorte che creano malessere a tutti i componenti familiari e soprattutto ai figli. 

Questi ultimi, coinvolti in problemi dai quali dovrebbero essere invece protetti, non possono certo godere dei migliori presupposti per una crescita sana ed equilibrata, ma anzi sono sottoposti a forti rischi per la loro salute psicofisica.

Il rifiuto del figlio verso un genitore

Una situazione particolarmente grave che vede il minore vittima di un vero e proprio abuso inferto a suo danno è costituita dall’alienazione di un genitore (bersaglio) dal rapporto col figlio a opera dell’altro genitore (alienante), spesso ma non sempre quello che ha in custodia il  minore.

Si tratta di una guerra all’ex coniuge combattuta attraverso i figli ai quali viene inculcato l’odio e il disprezzo verso il genitore bersaglio. Quest’ultimo verrà poi percepito come indegno e cattivo attraverso comunicazioni e comportamenti ad hoc da parte del genitore alienante.

Si realizza in questo modo, attraverso un articolato processo relazionale e il coinvolgimento di più attori, il rifiuto attivo del minore nel mantenere un rapporto con il genitore bersaglio.

Sono casi  che si incontrano non raramente  nelle aule dei tribunali e che difficilmente trovano soluzioni idonee al benessere del figlio e alla salvaguardia dei suoi diritti, come quello alla bigenitorialità e a una crescita esente da rischi.

Un processo bene illustrato nel libro qui sotto in bibliografia di cui sono coautrice.

Come scrivo nel libro che "Non esiste una sindrome PAS, ovvero il disturbo PAS, esistono relazioni conflittuali e distorte, configurazioni relazionali patologiche, che possono condurre al rifiuto di un genitore. Un processo che si dipana nel tempo e che vede coinvolte più figure."

Psicoterapeuta di coppia e familiare a Roma per separazioni conflittuali

Come psicologo psicoterapeuta sistemico-relazionale mi occupo di conflitti coniugali e separazioni conflittuali attraverso percorsi terapeutici che aiutino i coniugi separandi o separati a gestire le conflittualità, tutelare i figli, gestire la genitorialità in modo appropriato

BIBLIOGRAFIA:  L. Rinella, G.Santonocito, L. Tinelli, M. Di Lorenzo, M. Pacini: PAS alienazione genitoriale sindrome o processo