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via Salaria 195, angolo v.le Liegi, 00198 Roma

Sono molteplici i segnali di sofferenza emotiva di un bambino, tra cui tristezza, problemi comportamentali, ansia, irritabilità, regressioni, problemi scolastici, somatizzazioni, per citarne alcuni.

Rivolgersi allo psicologo per un consulto e ricevere indicazioni diventa opportuno quando i sintomi impensieriscono e sono persistenti o, in termini di qualità. intensità e durata, sempre in relazione alla fase di sviluppo evolutivo in corso.

Nella fase di consulenza, si forniscono indicazioni in merito alla strada da percorrere – sola consulenza, sostegno o psicoterapia per risolvere la problematica oggetto della richiesta.

Nel bambino i disturbi del comportamento e le somatizzazioni sono un campanello d'allarme da non sottovalutare e hanno un significato che va decodificato alla luce delle peculiarità del bambino e di quanto avviene nei suoi contesti di riferimento, in primo luogo quello familiare.

Importante è infatti comprendere quanto avviene in famiglia, sia nell'affrontare il problema del bambino sia per comprendere eventuali dinamiche disfunzionali a monte del problema o che possano in qualche modo sostenerlo per poi poterle modificare sotto la guida del terapeuta.

La psicoterapia

L’apporto dei genitori è importante nella risoluzione dei problemi del bambino, per questo uno dei trattamenti psicoterapeutici  più indicati è quello sistemico-relazionale, utile anche per supportare i genitori nel cercare e mettere in atto modalità e strategie volte alla corretta gestione del problema, alla sua risoluzione.

È infatti auspicabile che la comprensione piena del significato di una difficoltà in età evolutiva avvenga attraverso la conoscenza del contesto famigliare in cui il bambino è cresciuto, ha appreso, si è sviluppato e l’osservazione delle relazioni che in questo intercorrono.

Modalità oltretutto utile nel rendere i genitori co-protagonisti dell’intervento terapeutico ed efficace per aiutarli ad adottare strategie adeguate a riportare il minore al benessere, che poi significa benessere per l’intero nucleo.

Il primo incontro solitamente è riservato ai soli genitori per consentire loro di parlare liberamente delle difficoltà in atto, senza la presenza del minore.

Utile e quasi sempre opportuna, comunque, l'osservazione diretta del nucleo che fornisce preziose informazioni sulle dinamiche interattive in essere.

Abbastanza frequente che il successivo intervento sia rivolto ai soli genitori, protagonisti sotto la guida del terapeuta, nel modulare diversamente le dinamiche che sostengono e alimentano il problema.

Ogni caso è comunque a sé poiché ha sue caratteristiche specifiche e uniche e di conseguenza l'intervento viene sempre ritagliato a misura della singola situazione e della strada migliore da percorrere per superare le difficoltà, pur restando all'interno dell’approccio sistemico-relazionale.

 Dunque, un apporto specialistico tempestivo, quando necessario, può impedire che i disturbi manifestati si protraggano, peggiorino e interferiscano con un armonioso sviluppo psicofisico e socio-relazionale, opportuno altresì per condurre al benessere il bambino e l’intero nucleo.