laurarinellapsicologoromanordDott.ssa Laura Rinella  Psicologa Psicoterapeuta                                                  Iscr.Ordine Psicologi Lazio n. 6246
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La terapia familiare sistemico-relazionale  approccio elettivo per la crisi familiare

terapia famigliare sistemico-relazionale Roma

La Terapia Familiare Sistemico-relazionale è una psicoterapia di tipo breve/medio ed è l’intervento d’elezione per le difficoltà famigliari.

Molto indicata quando il nucleo entra in crisi e in problematiche  dalle quali non riesce ad uscire o quando il disagio del singolo componente che sia adulto, bambino o adolescente, impatta sul benessere familiare.

Anche nel caso di disagi infantili o adolescenziali infatti la terapia familiare sistemica  si rivela molto utile, fornendo altresì ai genitori indicazioni e strategie per gestire in modo opportuno le criticità con i figli.
Scopo della terapia familiare è quello di  risolvere la problematica all'origine della richiesta e accompagnare la famiglia verso un nuovo equilibrio funzionale al benessere del singolo  e dell'intero nucleo.
 
Gli specifici disagi a carico di un componente familiare si possono manifestare in modi diversi: disturbi emotivi, del comportamento, psicosomatici.
 
Possono essere il frutto e la rappresentazione di problemi familiari irrisolti o/e da questi essere sostenuti o amplificati.
L’approccio sistemico-relazionale considera la famiglia come un sistema in costante divenire in cui il comportamento di ciascuno dei suoi componenti influenza e co-determina quello degli altri, in un susseguirsi di reciproci rimandi relazionali.
Spesso, infatti, è uno dei componenti della famiglia portatore del disagio che rappresenta il problema da gestire e risolvere, disagio che in qualche modo  impatta sul funzionamento dell'intero nucleo.

La sofferenza del singolo può  essere l'espressione manifesta di quella di tutta la famiglia e allo stesso tempo una comunicazione che esprime la necessità di affrontare in modo diverso i problemi che la affliggono.

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Problemi, difficoltà, crisi della famiglia

conflitti problemi crisi familiare

Le difficoltà familiari si  possono esprimere in vari modi come:

Difficile disgiungere il disagio del singolo dai problemi familiari. Le problematiche sono quasi sempre tra loro interrelate in vario modo secondo il caso specifico.

Come ad  esempio quando un problema della coppia coniugale coinvolge un figlio che diventando sintomatico convoglia su sé il malessere della coppia.

In questi casi la terapia sistemica è il percorso di elezione.

Ma quando e perché la famiglia può andare in crisi?

 PROBLEMI FAMILIARI E TERAPIA SISTEMICA

Le costanti sfide e i nuovi compiti evolutivi che la famiglia si trova a dover affrontare  nel corso del tempo richiedono continui adattamenti e rinegoziazioni di ruoli e relazioni tra i suoi membri.

Il transitare tra le varie tappe dell'esistenza comporta infatti nuovi compiti di sviluppo per far fronte ai quali la famiglia deve mettere in campo ogni sua risorsa per ritrovare un nuovo equilibrio funzionale alla sua sopravvivenza e al suo divenire. Matrimonio o convivenza, nascita di un figlio, il suo ingresso a scuola, la sua adolescenza, la sua uscita di casa, sono tappe della vita che mettono in crisi l'equilibrio conquistato in precedenza. Occorre rinegoziare ruoli e regole per adattarsi ai cambiamenti.

In queste fasi considerate critiche per gli impegni ad esse connessi, emergono e appiono più evidenti le eventuali problematicità del nucleo e le sue trame relazionali.

 Eventuali problemi precedenti  sottovalutati o trascurati possono  emergere in tutta la loro evidenza o drammaticità in queste fasi di transizione o quando un evento critico inaspettato colpisce la famiglia.

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famiglia ricomposta

La famiglia ricomposta

Il costante incremento di separazioni e divorzi fa si che anche nel nostro paese sia in in aumento il numero delle famiglie ricomposte cioè quelle nate dalle ceneri di precedenti unioni naufragate con figli.

Nuovi nuclei famigliari  nei quali sono presenti i figli di uno o dell’altro partner o talvolta di entrambi.

E’ evidente che le nuove relazioni nascenti all’interno di una famiglia ricomposta richiedono molta abilità nell’essere gestite, data la complessità dell’intreccio che si viene a creare.

Tanto più la separazione dal partner genitore biologico dei propri figli è stata buona e non conflittuale, tanto più le relazioni nel nuovo nucleo ricomposto saranno agevoli da costruire e gestire. Lo stesso potrà essere per quanto riguarda i rapporti con le famiglie allargate e il sociale.

Buoni accordi e buoni rapporti tra i genitori separati sono la migliore garanzia affinché il nuovo nucleo in formazione possa avere buone premesse per il crearsi di sane relazioni.

Nessuno dei due genitori deve infatti cercare di alleare il figlio a sé contro l’altro genitore, né di mettere in cattiva luce il nuovo compagno del partner, come invece può avvenire nelle separazioni conflittuali

La sfida per la famiglia ricomposta è quella di riuscire a creare il senso di appartenenza  familiare e una buona integrazione tra tutti i membri del nucleo.

Anche i rapporti con le famiglie allargate e con il sociale hanno bisogno di essere gestiti con le dovute attenzioni.

La rete dei rapporti precedenti va conservata e armonizzata con quella attuale e nuova, a beneficio dei figli minori. 

I rapporti con la famiglia allargata del genitore  biologico - nonni, zii, cugini,  vanno  mantenuti e integrati all'interno della nuova realtà famigliare. Mai spezzare i legami affettivi significativi per i figli.  

Il genitore acquisito - come partire con il piede giusto

psicologo famiglia romaTanto più il nuovo partner segue alcune importanti regole di comportamento/relazione, tanto migliore è l’integrazione nel nuovo nucleo e la sua accettazione da parte dei figli del partner.

Deve infatti guadagnarsi nei loro confronti stima, credibilità, fiducia con il proprio comportamento. Autenticità nel porsi, rispetto verso loro e il partner, delle regole e delle routine preesistenti.

Se cambiamenti dovranno avvenire saranno condivisi, concordati, graduali, a tempo debito e nel rispetto dei bisogni e delle esigenze di tutti.

No agli atteggiamenti autoritari, attenzione a non pretendere attenzioni esclusive dal partner o a porsi troppo centralmente.

Mai parlare male del genitore biologico né volerlo minimamente sostituire a livello educativo.

Tenere conto che gli atteggiamenti ostili dei figli acquisiti possono essere dettati dai conflitti di lealtà che provano  verso il genitore biologico non convivente, regolandosi di conseguenza.

Cercare di comprendere il comportamento del minore alla luce del momento evolutivo in atto così come delle sue peculiarità, relazioni e storia di vita.

Le buone relazioni in una famiglia ricomposta sono una conquista faticosa che richiede tempo, pazienza, attenzione e sensibilità sia verso il partner che verso la prole acquisita.

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           Dott. Laura Rinella Psicologa Psicoterapeuta

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