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Come relazionarsi con un figlio adolescente/le regole Parte terza

Regole e limiti, sono importanti, perché? Costituiscono quel limite che il ragazzo dovrà tenere presentema non è più possibile la loro imposizione acritica come ad esempio avveniva quando era più piccolo.Le regole devono essere date con molto buon senso e proposte in modo differente da prima.
 
Le imposizioni acritiche, il braccio di ferro e un atteggiamento autoritario non possono che sortire aperta ribellione oppure un atteggiamento sottomesso che cela rabbia e rancore. In ogni caso non avremmo raggiunto lo scopo di educare, né di aiutare il ragazzo a ragionare con la propria testa attraverso la nostra guida.
 
Le regole devono essere date in modo congruente in relazione all’età e il più possibile concordate e condivise spiegandone il valore e l’utilità.
In questo modo, se i nostri figli ne coglieranno l’importanza e il valore, rispettare la regola non diventerà più un obbligo pesante e noioso imposto dall’esterno a cui ribellarsi o sottomettersi acriticamente.
Il solo dialogare per arrivare a stabilirle insieme, condividendole, porta il ragazzo a ragionarci sopra, a riflettere sulla loro importanza e a diventarne consapevole.
 
Ragionare insieme sui vantaggi e sugli svantaggi di seguire determinate regole, valutare pro e contro, riflettere sulle possibili conseguenze negative di una loro trasgressione, piuttosto che basarsi su minacce e possibili punizioni, aiuta il ragazzo ad assumersi le proprie responsabilità.
 
I genitori devono obbligatoriamente prima confrontarsi tra loro in merito , proprio per avere una visione educativa univoca e su obiettivi, modi, tempi, effettive necessità.
Il buon senso per stabilire ciò che è importante da ciò che lo è meno, cosa è accettabile e cosa no, quali siano i valori da trasmettere, dovrebbe guidarci nella valutazione dei limiti e delle regole che intendiamo trasmettere.
 
Chiarezza, coerenza educativa, fermezza sono fondamentali affinché il ragazzo ci prenda sul serio e non si infili, come potrebbe capitare, tra eventuali incertezze, contraddizioni, polso poco fermo.
Naturalmente noi genitori siamo i primi a dover fornire l’esempio, il modello, a cui nostro figlio fa riferimento. Inutile, improduttivo e dannoso predicare bene e come si suol dire, razzolare male. O pretendere da nostro figlio ciò che noi per primi non riusciamo ad osservare.
 

BIBLIOGRAFIA: M. Bowen, Dalla famiglia all'individuo, Astrolabio

J. Haley, Terapie non comuni, Astrolabio

Ciacci Giannini, Accompagnare gli adolescenti, Erickson


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