psicologoromalaura rinellaDott.ssa Laura Rinella  Psicologa Psicoterapeuta                                                  Iscr.Ordine Psicologi Lazio n. 6246
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Genitori -Come rapportarsi con un figlio adolescente

Parte quinta

Come gestire le richieste dell'adolescente

Prima o poi ti chiederà lo scooter piuttosto che la macchinina, di andare in discoteca, di fare molto tardi sera. La valutazione delle sue richieste naturalmente è frutto delle singole situazioni nelle quali entrano in gioco davvero molte variabili tra le quali l’età del nostro ragazzo, i nostri valori, gli obiettivi educativi,  cosa il permettere o il negare comporterebbe in termini di conseguenze.

Preliminarmente un occhio a noi stessi, ai nostri valori e convinzioni sarebbe davvero opportuno. Non tappiamogli la bocca all’istante anche se la sua richiesta fosse inaccettabile. Ascoltare non significa condividere e acconsentire, ma saper gestire la comunicazione, dare una possibilità al dialogo per arrivare a possibili soluzioni.

Non leghiamo le concessioni a risultati da raggiungere. Ad esempio ad un ragazzo poco studioso non possiamo dire se studi e sei promosso ti regaliamo il motorino, facciamogli piuttosto capire il valore e l'importanza del conoscere.

Prendiamo tempo prima di rispondere, fissiamo con lui un tempo ragionevole per dargli la risposta. Non decidiamo da soli, ma insieme all'altro genitore. A decisione presa e comunicata non ritorniamo sui nostri passi. Fermezza e coerenza sono importanti. Se si tratta di un rifiuto, va sempre motivato.

BIBLIOGRAFIA: M. Bowen, Dalla famiglia all'individuo, Astrolabio

J. Haley, Terapie non comuni, Astrolabio

Ciacci Giannini, Accompagnare gli adolescenti, Erickson

Genitori -Come rapportarsi con un figlio adolescente

Parte sesta

Rispetto degli spazi dell'adolescente e gli stili genitoriali

L'adolescente conquista sempre più nuovi spazi fisici, emotivi, sociali.

La sua camera diventa un luogo quasi inviolabile in cui rifugiarsi. Il gruppo dei pari acquista sempre più importanza, le uscite in famiglia e coi parenti non sono più gradite come prima e vengono preferibilmente evitate. 

Si confida poco o niente con noi genitori e si confronta più volentieri con i suoi amici, con i quali condivide più tempo e attività. Rispettiamo il suo crescere, è fisiologico il suo comportamento, fa parte del suo percorso per diventare un adulto autonomo.

Vietato curiosare e perquisire, essere intrusivi.

Il nostro  occhio di genitori, tuttavia, deve essere sempre attento e vigile ma discreto, pronto a cogliere i segnali di un eventuale problema o disagio.

Stili genitoriali

No al genitore amico, è un problema di confini generazionali che vanno rispettati e mantenuti chiari, i ruoli non vanno mai confusi. Come può, ad esempio,  un amico educare, essere guida, dire no quando è necessario? Come può fornire quella sicurezza che dà solo la mano sapiente di un genitore?

Errato e dannoso lo stile educativo autoritario, l'aggressività non paga, ad esempio produce rancore o ribellione o sottomissione acritica, danni all'autostima, insicurezza per dirne qualcuna.

Così come lo stile lassista è da bandire. Il laissez faire fa grandi danni, produce incertezza, insicurezza, confusione, mancanza di limiti e regole, di guida necessaria.

No all'iperprottettività, generatrice di insicurezze, ansie, scarsa autonomia e  stima di sé carente, difficoltà a crescere, incapacità ad affrontare la vita. 

Sì allo stile genitoriale autorevole, dove i confini generazionali sono rispettati, il genitore è guida e riferimento, fornisce regole e valori, sa dire no al momento giusto, sa farsi rispettare e rispettare a sua volta, sa dialogare, gestire i conflitti,  sa fornire esempi corretti con i suoi comportamenti.

BIBLIOGRAFIA: M. Bowen, Dalla famiglia all'individuo, Astrolabio, J. Haley Terapie non comuni, Astrolabio

 

 

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           Dott. Laura Rinella Psicologa Psicoterapeuta

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