psicologoromalaura rinellaDott.ssa Laura Rinella  Psicologa Psicoterapeuta                                                  Iscr.Ordine Psicologi Lazio n. 6246
Via Rubicone, 27 Roma Nord Quartiere Trieste
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Genitori -Come rapportarsi con un figlio adolescente

Parte terza

L’aspetto etico /normativo l’importanza delle regole

Regole e limiti, sono importanti, perché? Costituiscono quel limite che il ragazzo dovrà tenere presentema non è più possibile la loro imposizione acritica come ad esempio avveniva quando era più piccolo.Le regole devono essere date con molto buon senso e proposte in modo differente da prima.
 
Le imposizioni acritiche, il braccio di ferro e un atteggiamento autoritario non possono che sortire aperta ribellione oppure un atteggiamento sottomesso che cela rabbia e rancore. In ogni caso non avremmo raggiunto lo scopo di educare, né di aiutare il ragazzo a ragionare con la propria testa attraverso la nostra guida.
 
Le regole devono essere date in modo congruente in relazione all’età e il più possibile concordate e condivise spiegandone il valore e l’utilità.
In questo modo, se i nostri figli ne coglieranno l’importanza e il valore, rispettare la regola non diventerà più un obbligo pesante e noioso imposto dall’esterno a cui ribellarsi o sottomettersi acriticamente.
Il solo dialogare per arrivare a stabilirle insieme, condividendole, porta il ragazzo a ragionarci sopra, a riflettere sulla loro importanza e a diventarne consapevole.
 
Ragionare insieme sui vantaggi e sugli svantaggi di seguire determinate regole, valutare pro e contro, riflettere sulle possibili conseguenze negative di una loro trasgressione, piuttosto che basarsi su minacce e possibili punizioni, aiuta il ragazzo ad assumersi le proprie responsabilità.
 
I genitori devono obbligatoriamente prima confrontarsi tra loro in merito , proprio per avere una visione educativa univoca e su obiettivi, modi, tempi, effettive necessità.
Il buon senso per stabilire ciò che è importante da ciò che lo è meno, cosa è accettabile e cosa no, quali siano i valori da trasmettere, dovrebbe guidarci nella valutazione dei limiti e delle regole che intendiamo trasmettere.
 
Chiarezza, coerenza educativa, fermezza sono fondamentali affinché il ragazzo ci prenda sul serio e non si infili, come potrebbe capitare, tra eventuali incertezze, contraddizioni, polso poco fermo.
Naturalmente noi genitori siamo i primi a dover fornire l’esempio, il modello, a cui nostro figlio fa riferimento. Inutile, improduttivo e dannoso predicare bene e come si suol dire, razzolare male. O pretendere da nostro figlio ciò che noi per primi non riusciamo ad osservare.
 

BIBLIOGRAFIA: M. Bowen, Dalla famiglia all'individuo, Astrolabio

J. Haley, Terapie non comuni, Astrolabio

Ciacci Giannini, Accompagnare gli adolescenti, Erickson

Genitori -Come rapportarsi con un figlio adolescente

Parte quarta

Come responsabilizzare l'adolescente

E’ uno dei compiti educativi più importanti, per diventare un adulto autonomo l’adolescente deve imparare ad assumersi le proprie responsabilità.

Non trattiamolo più come un bambino piccolo e inetto, non facciamo le cose al posto suo, non forniamogli soluzioni preconfezionate, ma stimoliamolo a ragionare su cose, situazioni, problemi, e a cercare soluzioni appropriate. Ascoltiamo senza interrompere il suo punto di vista. Ascoltare non significa condividere, ma dare all'altro la possibilità di esprimersi. Successivamente sarà più facile aiutarlo a riflettere e replicare.

Non proteggiamolo ad ogni costo  dalle conseguenze di negligenze o sbagli, imparerà che dopotutto ci sarà sempre qualcuno lì pronto a rimediare al posto suo e non attiverà il suo pensiero. Porre le domande corrette e ad ascoltare attentamente le sue risposte lo aiuterà ad aprirsi, a creare un dialogo e a ragionare con la sua testa.

Forniamogli valori solidi, mostriamogli con l'esempio e non solo a parole, l’importanza di assolvere ai propri doveri, come ad esempio quello di studiare.

Non serve borbottare o ripetere come un mantra fai questo o fai quello, guarda che poi ti succede questo o quello, sarà semplicemente un ricettore passivo, non otterremo risultati in questo modo.

Occorre stimolare le sue riflessioni autonome, attivarlo a ragionare con la propria testa. No alle risposte con soluzioni, aiutiamolo a trovarle da solo.

Solo in questo modo può acquisire la consapevolezza necessaria a trasformare il pensiero e la decisione in azione.

BIBLIOGRAFIA: M. Bowen, Dalla famiglia all'individuo, Astrolabio

J. Haley Terapie non comuni, Astrolabio

Ciacci Giannini, Accompagnare gli adolescenti, Erickson

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           Dott. Laura Rinella Psicologa Psicoterapeuta

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