laurarinellapsicologoromanordDott.ssa Laura Rinella  Psicologa Psicoterapeuta                                                  Iscr.Ordine Psicologi Lazio n. 6246
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il disdturbo borderline di personalità psicologo roma

Il disturbo borderline di personalità, DBP, si manifesta in tarda adolescenza o nella prima età adulta e come ogni disturbo di personalità si struttura nel tempo, permanendo successivamente.
Affonda le sue radici in un’infanzia infelice, spesso abusata, traumatica, compromessa da relazioni familiari disfunzionali e caotiche, e in un probabile attaccamento disorganizzato.

Gli studi scientifici in merito ne avrebbero stabilito una possibile eredità genetica. Il disturbo colpisce maggiormente il sesso femminile.

Il funzionamento del borderline psicologo roma

Il DBP comporta persistenti e gravi difficoltà nel funzionamento del sé e delle relazioni interpersonali tali da compromettere la qualità di vita in modo significativo a più livelli.

Lo stile di pensiero e il comportamento più o meno marcatamente devianti dalla cultura di appartenenza, sono pervasivi della persona. L‘immagine di sé è instabile, come lo sono gli scopi e la progettualità per lo più mancante.

L’affettività è negativa, con spiccata vulnerabilità emotiva unita all’incapacità di gestire e regolare le proprie emozioni e impulsi

Il soggetto borderline sperimenta frequenti stati emotivi intensi e incontrollabili come rabbia, ansia, depressione e vissuti di vuoto, solitudine ai quali fa fronte in modo disfunzionale (tra cui strumentalizzazione dell'altro,  partner, familiare, amico - uso di sostanze - autolesionismo - disturbi alimentari - shopping compulsivo )

Ha paura del rifiuto e dell’abbandono ma allo stesso tempo vive la troppa intimità come una minaccia; le sue relazioni, intense, sono perciò pervase da ambivalenza e antagonismo e tendono all’ostilità.

Il mondo è sentito pericoloso dal soggetto BDP che non ha alcuna fiducia negli altri, per cui l’attenzione è selettivamente rivolta nel cogliere il minimo stimolo negativo. Tende perciò ad interpretare il comportamento altrui attraverso una serie di pregiudizi negativi. Il legame tra attenzione selettiva e disturbo borderline di personalità è stato dimostrato in diversi studi.

Ha profonda difficoltà nel mantenere relazioni buone e stabili, con brusche impennate di ostilità, rabbia ingiustificata che causano confusione e sbigottimento nell’altro. Certamente questo funzionamento distorto causa sofferenza nei partner, nei familiari, e problemi di rilievo nelle relazioni sociali.

Le relazioni dei soggetti borderline 

Rapportarsi a un soggetto borderline è molto faticoso e comporta un notevole dispendio di energie psichiche, confusione, poiché le sue modalità relazionali sono improntate a antagonismo e ostilità.

Il bordeline inizialmente idealizza chi si occupa della sua persona, ma se l’altro non è del tutto attento, disponibile o comunque non corrisponde alle proprie esigenze emotive, viene d'un tratto trasformato in un nemico da attaccare e da cui allontanarsi.

La mancanza di empatia, porta il BDP a non considerare le esigenze dell’altro, ma a manipolarlo richiedendo attenzioni costanti.

Non c’è infatti un reale interesse per l’altro  che viene “utilizzato” per riempire vissuti di noia e vuoto interiore e come salvagente per la propria autostima carente.

Il BDP ha bruschi e continui cambiamenti di idea sui propri affetti, relazioni amicali, situazioni, e non è in grado di dare stabilità e continuità a un rapporto affettivo, cambiando di continuo il sentimento provato per l’altro.

I vissuti di chi  ha una relazione stretta con il borderline

Chi ha una relazione stretta col soggetto borderline spesso non conosce le implicazioni di questo disturbo, tranne poi subire le conseguenze di alcuni comportamenti sconcertanti e imprevedibili.

La persona che si relaziona con il BDP, quasi senza accorgersi, si trova sempre più avvolta in una spirale di richieste di attenzioni costanti e si sente indotta a sacrificare tempo e bisogni a favore del BDP.

Avrà comunque a breve scadenza la sensazione di dover camminare sulle uova per non urtare il BDP, non contraddirlo e accettare in toto le idee assurde, irragionevoli e cangianti di cui è fermamente convinto.

Ma dato che il BDP non è in grado di dare stabilità e continuità ai rapporti, col tempo e ancor più quando ci saranno dei bruschi arresti nel rapporto, il non BDP proverà una serie di sentimenti contrastanti.

Confusione tra la sensazione di essere stato trattato ingiustamente, sfruttato, e senso di colpa per aver sbagliato qualcosa, così come il BDP sostiene.

Se all’inizio le richieste di attenzione e supporto del BDP possono dare all’altro la sensazione di essere importante e amato (secondo i casi), successivamente il non BDP si sentirà usato e manipolato, preso in giro, svuotato.

Scoprirà improvvisamente di avere molto tempo a disposizione, tempo ora vuoto, dato che essere avvolti nella spirale borderline fa dimenticare i propri bisogni e trascurare sé stessi.

In particolare, nei rapporti sentimentali si può innescare uno stato di co-dipendenza, che rende difficile per il co-dipendente riconoscere la reale perversità del rapporto e uscirne se non a costo di grande sofferenza, tanto che a volte serve un aiuto professionale per farcela. Del resto, non di rado il BDP sta lì in attesa del suo ritorno, per reiterare il ciclo.

E’ bene che chi entra in relazione con un soggetto borderline sia conscio del fatto che non può fare nulla per salvarlo, che l’unico tentativo possibile è quello di suggerirgli di rivolgersi a uno psicoterapeuta.

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