psicologoromalaura rinellaDott.ssa Laura Rinella  Psicologa Psicoterapeuta                                                  Iscr.Ordine Psicologi Lazio n. 6246
Via Rubicone, 27 Roma Nord Quartiere Trieste
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Come costruire una buona relazione con i figli

Qualunque età abbia tuo figlio il modo in cui ti relazioni con lui influenza in modo determinante il vostro rapporto e la possibilità di educarlo e accompagnarlo nella sua crescita in modo da favorire un suo equilibrato sviluppo.
Fin dalla più tenera età, dalla sua nascita, la natura e la qualità del rapporto che stabilisci con lui si riverbera in modo preponderante sulla sua crescita psicofisica.
Il tuo modo di accoglierlo, tenerlo in braccio, nutrirlo, rispondere ai suoi bisogni, parlargli è il fondamento della sua vita e della sua esistenza nel mondo.
Un bambino che si sente accolto, accettato, compreso, amato,  è un bambino che ha le migliori possibilità per crescere in modo armonioso, per sviluppare le proprie potenzialità appieno e nel modo migliore.
Il rapporto con le figure primarie di riferimento, con  la madre in particolare, ma anche di tutti coloro che fanno parte del suo contesto familiare è di fondamentale importanza per il suo sviluppo. Tanto più coloro che si prendono cura di lui sono in grado di rispondere in modo adeguato ai suoi bisogni di nutrimento fisico, emotivo, affettivo, tanto più il suo sviluppo sarà favorito.

A tal fine va sottolineata l'importanza di un ambiente familiare dal clima relazionale sereno, nel quale vi sono buone relazioni tra tutti i suoi componenti poiché, al contrario, relazioni familiari  disturbate o distorte mettono a rischio lo sviluppo equilibrato del bambino e la sua salute psichica presente e futura.

La qualità delle relazioni famigliari è poi matrice delle future relazioni che tuo figlio svilupperà durante tutta la sua vita e le basi si cui costruirà la propria esistenza nel mondo.
Comunicare e relazionarsi con lui in modo equilibrato, efficace e corretto significa dunque creare le condizioni migliori per conoscerlo, rispondere ai suoi bisogni, educarlo alla vita.
Imparare a conoscerlo sempre più durante la sua crescita e comprenderlo a fondo ci dà infatti la possibilità di adeguare i nostri interventi comunicativi ed educativi a lui, alla sua persona unica e irripetibile, poiché siamo tutti diversi gli uni dagli altri.
Un errore che commettiamo spesso noi genitori è quello di sovrapporre il nostro modo di pensare, le nostre esperienze personali, i nostri abituali schemi di pensiero nell’interpretare ciò che dice e fa nostro figlio, rispondendo di conseguenza.
Se comunichiamo con i nostri figli tralasciando la possibilità di conoscerli a fondo, rischiamo di perderci consistenti possibilità di educarli in modo efficace, di rapportarci con loro in modo che la relazione sia di reale supporto alla loro crescita affettiva, emotiva,socio- relazionale.

Saper ascoltare è la prima importante competenza perché attraverso l’ascolto efficace noi abbiamo la possibilità di conoscere davvero nostro figlio e le sue peculiarità.

Se sappiamo ascoltarlo nel modo giusto, comprendendo il vero significato di ciò che dice e fa, incoraggeremo il dialogo ed eviteremo reazioni, difese, ostilità, chiusura della comunicazione.
Ascoltare significa anche osservare, cercare di comprendere in profondità, andare oltre alle parole, comprendere i significati nascosti, non evidenti, sapendoli decodificare.
La comunicazione inoltre non è composta solo da ciò che viene detto, ma anche da ciò che accompagna la comunicazione verbale. Si comunica infatti anche attraverso la mimica, i gesti, i silenzi, il tono della voce e il comportamento.
Ecco perché è molto importante riflettere su noi stessi, sul nostro modo di rapportarci, sui nostri valori, sui nostri comportamenti, sulle nostre finalità educative, sugli esempi che siamo in grado di dare attraverso il nostro agire non solo con loro, ma anche nel contesto della relazioni familiari e a più vasto raggio, sociali.
Questo ci aiuterà ancora di più a guidarli con mano ferma, dando loro le necessarie regole per muoversi nel mondo e diventare adulti autonomi e consapevoli.

Un  equilibrio ben bilanciato  tra affetto e norma, infatti,  è il giusto connubio per accompagnare nel modo migliore i nostri figli nel loro percorso di sviluppo.

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