psicologoromalaura rinellaDott.ssa Laura Rinella  Psicologa Psicoterapeuta                                                  Iscr.Ordine Psicologi Lazio n. 6246
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Cosa fare quando l'adolescente ha un disagio, quale psicoterapia?

disagi adolescente Il disagio dell'adolescente è generalmente correlato a problemi che riguardano i suoi contesti di appartenenza, come famiglia, scuola, sociale e  impatta in vario modo sul sistema famiglia, rendendo ancora più difficile ai genitori sia la ricerca di soluzioni appropriate sia mantenere un equilibrio possibile, seppure precario. 

Per questo i disturbi  dell'adolescente andrebbero decodificati non solo in relazione alle sue peculiarità personali, ma anche alla luce di quanto avviene nei suoi ambiti di appartenenza, famiglia in primo luogo.

Consultare un terapeuta familiare sistemico-relazionale  è l'opzione suggerita. L'approccio sistemico-relazionale è infatti elettivo per i disagi familiari, dell'adolescente e del bambino. 

La bontà di questo approccio terapeutico,  sta nel prendere in esame oltre alle peculiarità  del ragazzo, le caratteristiche dei suoi contesti di appartenenza (scuola, sociale, famiglia) e  le dinamiche relazionali che vi intercorrono. Una visione ad ampio raggio che possa consentire la piena comprensione del disagio/problema in essere e di agire sui fattori che lo sostengono e alimentano per giungere alla sua risoluzione. 

Come ad esempio determinate dinamiche interattive disfunzionali o eventuali problemi della coppia genitoriale che possono concorrere a sostenere, mantenere o amplificare  il disagio.
Non di rado i genitori prima di giungere a chiedere aiuto  hanno provato soluzioni non efficaci o involontariamente peggiorative del problema.
 Un lavoro che ricomprendagenitori li conduce a diventare  fautori del cambiamento, del benessere del ragazzo e della famiglia intera attraverso la corretta visione del problema, la diversa modulazione di dinamiche improprie, l'attivazione di risorse. 
 
Non sempre però è possibile né opportuno o necessario lavorare con tutta la famiglia, ogni caso è a sé e deve essere valutato con attenzione direttamente dallo specialista.
Ad esempio si può lavorare anche con i soli genitori, con il solo ragazzo,  in modo congiunto/disgiunto,  secondo il caso specifico.
Se il disagio riguarda la sfera somatica  doveroso sentire in primo luogo il parere del medico.
 
BIBLIOGRAFIA: J.Haley, Terapie non comuni, Astrolabio
Minuchin: Famiglie e terapia della famiglia, Astrolabio

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