psicologoromalaura rinellaDott.ssa Laura Rinella  Psicologa Psicoterapeuta                                                  Iscr.Ordine Psicologi Lazio n. 6246
Via Rubicone, 27 Roma Nord Quartiere Trieste
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figlio adolescente psiclog romaCome rapportarsi con un figlio adolescente

Parte prima

Adolescenza, fase di transizione e passaggio tra la fase infantile e l’età adulta. Periodo complesso e di molteplici trasformazioni fisiche, emotive, psichiche.

Autonomia, indipendenza, ricerca della propria identità sono le parole chiave dell’adolescenza.
Critico, oppositivo, sfidante, impulsivo, tre aggettivi che ben descrivono il modo dell’adolescente di rapportarsi con noi genitori e con gli adulti di riferimento.
Questo perché il processo di separazione individuazione dalla propria in famiglia, già iniziato in epoche precedenti raggiunge il culmine durante il percorso adolescenziale. 

L’adolescente sta infatti  transitando dalla dipendenza dai propri genitori all’indipendenza.

Accettare che stia crescendo, cambiando, che si stia staccando da noi, è il primo importante passo che ci consente di adeguare la relazione con lui in modo adeguato alla fase di crescita che sta attraversando.
L'adolescente sente il bisogno di impadronirsi di nuovi spazi emotivi, sociali, relazionali, fisici, di affacciarsi al mondo esterno e di allontanarsi gradualmente da noi per ricostruire se stesso, la sua identità, i suoi legami, il suo futuro come individuo autonomo.
L'adolescenza è l’età dei dubbi e delle esagerazioni, dell’instabilità e dell’incertezza , dei grandi cambiamenti che preoccupano, della sfida dei limiti, della ricerca del rischio e della misurazione con la propria forza e onnipotenza, dei silenzi e delle esagerazioni.
Per questo è importante che noi genitori di fronte alle provocazioni e inevitabili contrarietà che spesso ci fanno perdere la pazienza e ci disorientano, riusciamo comunque a mantenerci in contatto emotivo con i nostri ragazzi, a comprenderli, a sostenerli. I conflitti con l'adolescente sono inevitabili, ma importante è riuscire a gestirli e lasciare la porta aperta al dialogo.
Un dialogo necessario per confrontarsi dinanzi a  comportamenti inaccettabili o dannosi che significa prima di tutto il saper cogliere e comprendere i sentimenti, le emozioni a essi sottostanti per saper rispondere in modo proprio. Non esistono ricette preconfezionate, poiché ogni individuo è unico e questo, nel gioco delle relazioni interindividuali come quelle familiari, accresce complessità.
Tuttavia le caratteristiche dell’adolescenza ci permettono di  tracciare a grandi linee dei punti importanti sui quali riflettere.

Di cosa ha bisogno l’adolescente? Quali sono i nostri compiti come genitori?

L’adolescente in apparenza potrebbe dimostrare di non aver più bisogno di noi o quasi, dato il suo contestarci, provocarci, scansarci, isolarsi, ma non è così.
A ben vedere si muove avanti e indietro tra il bisogno di appartenere e di staccarsi dalla famiglia per individuarsi. Un movimento ad elastico, che ci fa capire quanto ancora il nostro ruolo di genitori sia fondamentale per il completamento del suo sviluppo.
 
Lui cambia e a noi spetta cambiare  con lui, rivedere le vecchie regole di relazione ormai inadatte, il nostro modo di rapportarci deve mutare parimenti alla sua progressiva maturazione. Favorire e accompagnare il suo percorso di crescita ha infatti a che vedere con l’ assecondare le sue spinte all’autonomia e all’individuazione, fornendo sostegno e guida.
 Occorre avere la capacità di sostenerlo con affetto e di  guidarlo con mano ferma e occhio vigile, ma discreto, tenendo conto della sua età specifica.
E’ un equilibrio delicato ma possibile quello tra guida e sostegno che veda la compresenza di aspetti  normativi (regole e valori) e affettivi.

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