psicologoromalaura rinellaDott.ssa Laura Rinella  Psicologa Psicoterapeuta                                                  Iscr.Ordine Psicologi Lazio n. 6246
Via Rubicone, 27 Roma Nord Quartiere Trieste
cell.344 2956766 mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

dipendenzaaffettivapsicoterapeutaroma

La dipendenza affettiva: quando l'amore diventa ossessione

Una certa quota di dipendenza emotiva è presente in ogni relazione, ma non tale da diventare una malsana dipendenza   dagli altri percepiti come imprescindibile fonte di sicurezza e conferma di sé (familiari,amici, partner ecc.).

Il dipendente affettivo mette la sua vita nelle mani degli altri, dominato dalla paura dell’abbandono, della perdita, del rifiuto, della solitudine, in cerca di continue rassicurazioni,  vicinanza, conferme su sé, pervaso dall’ossessione di controllare il comportamento dell’altro.

In una condizone di dipendenza affettiva si è totalmente coinvolti fino a scordarsi di se stessi e dei propri bisogni che si sostanziano nell’agognare attenzioni e rassicurazioni dall’altro senza le quali si sprofonda in sentimenti di profondo dolore e angoscia.

Nel rapporto di coppia la dipendenza affettiva si rivela  un tentativo fallimentare di farsi amare dall’altro come vorremmo, in cui si è disposti a tutto pur di mantenere il legame dal quale di si dipende.
Ci si pone in questo modo in una relazione squilibrata, nella quale non c’è reciprocità, con conseguente perdita di potere personale, di confini tra sé e l’altro.  

La dipendenza affettiva affonda le sue radici nella storia di vita familiare e personale, in una probabile mancanza di validazioni emotive da parte delle figure primarie, in vuoti affettivi da colmare, nella paura della perdita, dell’abbandono, del rifiuto, della solitudine, in un’autostima carente.

La persona dipendente, si sottomette all’altrui volere pur di ricevere quelle briciole di attenzione e le conferme affettive che l’altro è disposto a dare.

Qualsiasi cosa è meglio dell’abbandono, del vuoto affettivo, della solitudine, la persona dipendente non può contare su se stessa, ma solo sulla presenza dell’altro e dalle sue attenzioni/conferme/rassicurazioni.

In pratica la propria autostima e (falsa) sicurezza dipendono da ciò che si riceve dall’altro in termini di conferme e attenzioni e non sul riconoscere le proprie capacità personali, le proprie risorse e anche i propri limiti. È più chiaro come l’altro in queste circostanze diventi indispensabile ed è anche più comprensibile l’altalena di alti e bassi emotivi che connotano i vissuti del dipendente affettivo in relazione al comportamento del partner e ai propri.

Ogni minima minaccia di un possibile allontanamento è ritenuta insopportabile, intollerabile, a causa delle profonda angoscia che suscita e dell’incapacità di gestire le emozioni.

L’amore diventa ossessione, i pensieri girano di continuo attorno al partner e la paura di perderlo domina la scena. La persona dipendente è in preda a emozioni fortemente spiacevoli che non riesce a gestire e che la conducono ad agire comportamenti che ne assicurino la presenza, alla ricerca di sicurezza personale .

Purtroppo in queste condizioni è l’altro che acquisisce sempre maggiore potere e questo è ancora più grave nei casi in cui il rapporto è connotato in termini di disprezzo, odio e alla presenza di un partner violento.

Qui il tentativo di farsi amare dall’altro come si vorrebbe si traduce anche nella speranza di cambiarlo, redimerlo, salvarlo, che conduce a perpetuare un circolo vizioso in cui si ripetono, consolidano e aggravano episodi di violenza, seguiti da falsi pentimenti e promesse, fino alla successiva aggressione.

Un circolo vizioso di dinamiche distorte che si autoperpetuano e connotano il ciclo della violenza. Questo rende sempre più debole il partner vittimizzato (e forte l’altro) con un costante decremento della propria autostima e un’escalation della perdita di speranza che rendono impossibile alla vittima la via di fuga dal rapporto tossico.

Si può parlare di co-dipendenza quando la scelta del partner è inconsapevolmente incentrata su determinate caratteristiche (partner problematico-patologico-dipendente). Persona che a sua volta necessita di qualcuno che la salvi; sono queste situazioni in cui maltrattamenti e violenza sono spesso la norma.

La dipendenza affettiva comporta considerevole vulnerabilità sotto il profilo sia psichico sia fisico ed è in grado di generare disturbi psicosomatici, depressione, ansia, attacchi di panico e concorrere a sostenere e alimentare eventuali disagi pregressi.

La difficoltà di uscire dalla relazione di dipendenza

Evidente dunque la difficoltà del dipendente affettivo a uscire dalla relazione fonte di stress e sofferenza. Anche quando il rapporto si fa insopportabile ed estremamente doloroso, l’altro resta comunque   irrinunciabile . Talvolta la persona dipendente affettivamente riesce a spezzare il legame tossico, salvo poi soffrire terribilmente e tornare quasi sempre sui suoi passi.

Come superare la dipendenza affettiva

Un percorso di psicoterapia quando perseguibile è lo strumento che permette di uscire da rapporti distruttivi, portare a un cambiamento delle modalità di scelta e di posizionamento nelle proprie relazioni affettive, evitando di ripetere copioni disfunzionali.   In sostanza consente di non ripercorrere il vecchio doloroso cammino e imparare a vivere relazioni appaganti che aggiungono reale benessere alla propria vita invece di sofferenza.

La riconquista di una migliore stima di sé, di un senso di sicurezza e padronanza personale, di autonomia decisionale, di chiari confini tra sé e gli altri, di appropriate competenze relazionali e il superamento di tutto ciò che si frappone, secondo il caso specifico, a un migliore benessere emotivo e nelle relazioni (come ad esempio le paure abbandoniche), sono alcuni degli obiettivi perseguibili attraverso la psicoterapia.

La terapia sistemico-relazionale, percorso psicoterapico di tipo breve/medio elettivo per i problemi di relazione,  ben risponde al perseguimento di questi importanti obiettivi.

.

psicologo

           Dott. Laura Rinella Psicologa Psicoterapeuta

                     Via Rubicone, 27 - quartiere Trieste - 00198 ROMA

            Cell. 344 2956766

           Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.